
Un’operazione militare clandestina condotta dai Servizi ucraini (SBU) ha colpito e distrutto 41 aerei bombardieri a lungo raggio russi in quattro, forse cinque, aeroporti militari russi a migliaia di chilometri dal confine ucraino, e in un caso addirittura fino in Siberia a oltre quattromila chilometri dall’Ucraina.
L’operazione denominata «ragnatela» («pavutýna», in ucraino), pianificata nell’ultimo anno e mezzo, è stata condotta da droni introdotti clandestinamente nel territorio russo via terra e «nascosti sotto i tetti di case mobili in legno, posizionate su dei camion», secondo quanto riportata il Kyiv Independent. «Al momento opportuno, i tetti delle case sono stati aperti da remoto e i droni sono partiti per colpire i bombardieri russi».
Gli aeroporti militari russi che hanno subito l’attacco sono quello di Belaya, nella regione di Irkutsk, quello di Olenya nella regione di Murmansk, quello di Diaghilev nella regione di Ryazan, e quello di Ivanovo nella regione omonima.
È la prima volta che le forze armate ucraine riescono a colpire i bombardieri russi perché Mosca li tiene a distanze molte elevate dal confine ucraino proprio per evitare che le armi in dotazione all’Ucraina, fornite dagli alleati occidentali, riescano a raggiungere le basi aeree.
Gli aerei colpiti, l’A-50, il Tu-95 e il Tu-22 M3, sono quelli che ogni giorno lanciano missili sull’Ucraina. Secondo il Kyiv Independent, la Russia è dotata di meno di dieci A-50, ciascuno dei quali costa circa 350 milioni di dollari. Ciascun Tupolev, invece, può trasportare 16 missili da crociera.
Andriy Yermak, il capo dell’ufficio presidenziale di Volodymyr Zelensky, su X ha postato l’emoticon di una ragnatela, confermano così la paternità dell’operazione e del nome in codice.
Successivamente è stato Zelensky a raccontare i dettagli dell’Operazione Ragnatela, prima su X in inglese e ucraino e poi con un videomessaggio in ucraino: «Ringrazio il Servizio di Sicurezza, in particolare il generale Maliuk, e tutti coloro che sono stati coinvolti nell’operazione. L’abbiamo preparata per più di un anno e mezzo. Pianificazione, organizzazione, tutti i dettagli sono stati preparati alla perfezione. È stata un’operazione unica. L’aspetto più interessante – ora posso dirlo pubblicamente – è che il quartier generale della nostra operazione sul territorio russo si trovava accanto alla direzione dell’FSB russo, in una delle loro regioni. Complessivamente nell’operazione sono stati utilizzati 117 droni e un numero corrispondente di operatori di droni. È stato colpito il 34 per cento dei vettori strategici russi di missili cruise. I nostri uomini hanno operato sul territorio di diverse regioni russe, in tre fusi orari. E i nostri uomini sono stati evacuati dal territorio russo alla vigilia dell’operazione, ora sono al sicuro».