Come rivela un’indagine condotta da AstraRicerche per Barilla, oggi l’indulgenza non è più sinonimo di “senso di colpa”, ma si è evoluta in un piacere più consapevole. Secondo gli intervistati, infatti, l’indulgenza è percepita principalmente come un momento di appagamento emotivo che si discosta dalla routine, un “atto eccezionale”.
Dove si cerca gratificazione? Oltre il 77 per cento degli intervistati dichiara di trovare piacere nel cibo, e quando si tratta di un piatto di pasta, per il 58,8 per cento (soprattutto tra la Gen Z e i Baby Boomers) è un buon condimento a dare maggiore soddisfazione. Anche l’ambiente circostante gioca un ruolo importante, perché secondo il 65,6 per cento dei partecipanti al sondaggio – in particolare donne e Gen X – una bella location fa gustare il cibo ancora di più, mentre un ristorante con creazioni artistiche risveglia l’appetito stimolando tutti i sensi (42,6 per cento). L’indulgenza è un momento da vivere sia da soli che in compagnia, ma quasi un terzo degli intervistati preferisce condividerlo, preferibilmente con il partner (59,5 per cento), a seguire con amici (37,3 per cento), figli (35,4 per cento), genitori (21,8 per cento) e fratelli (17,2 per cento).
Ma considerando il momento contingente, più ricco di dubbi che di certezze, è il caso di lasciarsi andare più spesso e di concedersi qualche coccola in più del solito. Per trasformare questo atto eccezionale in un momento di piacere senza rimorsi, proviamo a trasformare ogni pasto in un’esperienza creativa e di piacere a cui non si deve resistere. Unica regola? Non sentirsi minimamente in colpa dopo averlo fatto. Abbiamo raccolto qualche idea brillante per farlo subito.
Indulgenza al basilico
Dal 5 fino al 15 giugno Basil Bar by Pesto Barilla anima Casa degli Artisti, nel cuore di Brera a Milano, in via Tommaso da Cazzaniga. Aperto a tutti, previa prenotazione – dal martedì al giovedì dalle 12 alle 22, e dal venerdì e per tutto il weekend con apertura anticipata alle 10.30 –, Basil Bar by Pesto Barilla è il primo bistrot esperienziale pensato per far scoprire ai visitatori tutte le nuance del brand, attraverso un palinsesto di esperienze gastronomiche, laboratori artigianali e momenti di convivialità.
Si parte dalle masterclass dedicate al mondo cibo con la possibilità di trattenersi presso il bistrot immerso nelle erbe aromatiche per un caffè e uno snack, oppure prenotare un posto per pranzo, aperitivo o cena, in cui sarà possibile assaggiare i due piatti studiati appositamente dallo chef Lorenzo Cogo. La prenotazione avviene tramite la pagina dedicata sul sito, pagando comodamente online. Qui è anche possibile riservare un posto per una social dinner con menu degustazione a tema. Accanto all’esperienza gastronomica, ogni giorno Basil Bar propone attività creative ispirate al mondo dell’artigianato dove il basilico sarà la musa ispiratrice, sempre su prenotazione.
Indulgenza casalinga
Il tonno di Carloforte è Thunnus Thynnus Selvaggio di corsa pescato nel periodo migliore dell’anno per lo stato delle sue carni. I tonnarotti lavorano tutto il pesce, e lo fanno con sapienza e tecniche antiche. Il filetto più pregiato chiamato “maccarone” in gergo tonnaresco, ha la caratteristica di essere meno grasso e dal gusto inconfondibile e arriva fino a casa grazie all’e-commerce di Carloforte Tonnare. Ottimo da gustare da solo con una galletta oppure in abbinamento con legumi, pomodoro o insalata verde oppure in accostamenti più sfiziosi con formaggi freschi e cremosi è un’indulgenza che vi consigliamo di provare se amate questo alimento e volete capire la differenza tra un prodotto da supermercato e uno di grande pregio. Costi diversi, risultato diversissimo: difficile poi tornare alla scatoletta primo prezzo.
Indulgenza d’antan
Il Principe di Savoia è uno dei luoghi cult della città di Milano: l’hotel tutto marmo e stucchi ha da sempre un posto speciale nel cuore dei milanesi, che lo vedono come un fedele testimone del tempo che passa, sempre uguale a sé stesso ma sempre in grado di accogliere nel modo più elegante e raffinato possibile. All’interno dell’hotel, il ristorante Acanto da quasi vent’anni accoglie tra i suoi raffinati arredi ospiti provenienti da tutto il mondo. Qui il giovane chef Matteo Gabrielli, con alle spalle un’importante esperienza nell’hotellerie di lusso a livello internazionale, offre una cucina caratterizzata da semplicità, eleganza e ricerca della materia prima di altissima qualità.
Sia a pranzo che a cena, i clienti possono scegliere uno speciale percorso di degustazione creato dallo chef Gabrielli, composto da sei portate che variano a seconda della stagionalità. Non manca la proposta à la carte, con antipasti come la tartare di gambero rosa con fragole marinate, gazpacho al basilico e polvere di pepe Timut o il Culatello di Zibello Dop “Podere Cadassa” con melone estivo e gnocco fritto. Tra i primi spiccano piatti della tradizione italiana come il pacchero all’amatriciana o lo spaghetto “Benedetto Cavalieri” con conserva di pomodori pelati e basilico. Nell’offerta dei secondi a fianco di preparazioni più moderne, come il lombo di agnello con millefoglie di patate, mirtilli agrodolce, pera al vino rosso e jus alla liquirizia o il rombo al cartoccio con finocchi all’anice, crema di porri, crumble di limone e salsa al miso, spicca un grande classico della cucina meneghina come la costoletta di vitello alla milanese.
Si viene qui per stare comodi, tranquilli e rilassati, per godersi un momento di stacco dalla frenesia e per sentirsi un po’ turisti in città, assaporando uno stacco indulgente per tornare a coccolarsi con l’accoglienza dell’alta hotellerie di un tempo.
Indulgenza mixata
Lago di Como, St. Moritz, Taormina: tre destinazioni unite da un progetto che celebra l’eleganza, l’ospitalità di lusso e l’arte della miscelazione di qualità: sono le cocktail week ideate da Annalisa Testa, giornalista nel settore lusso e grande appassionata di miscelazione, di cocktail e di persone, idee e progetti. L’evento – nato sulle rive del Lago di Como nel 2019, poi esportato a St. Moritz e in arrivo in Sicilia il prossimo ottobre – si pone l’obiettivo di promuovere una cultura del bere consapevole e di qualità, rafforzando al contempo le sinergie sul territorio e il network tra le tre destinazioni. Un’esperienza che trasforma il bancone del bar in un palcoscenico di creatività, dove la miscelazione diventa racconto, unione, sperimentazione e arte da condividere.
«Il bancone si trasforma in un palcoscenico, simbolo di connessione tra diverse realtà del mondo luxury, dando vita a esperienze uniche, pensate per un pubblico che desidera creatività, gusto e raffinata convivialità», afferma Annalisa Testa. Appuntamento a Como per l’apertura dell’anno, a partire dal 1 luglio. Il tema è Taste, come spiega l’ideatrice: «L’obiettivo di questa edizione è prendersi un momento per concentrarsi sul bicchiere, sull’equilibrio perfetto dei sapori, celebrando i cinque gusti fondamentali. I bartender sono così invitati a sperimentare l’abbinamento degli aromi, interpretando attraverso i cocktail un percorso degustativo che esalti texture vellutate, effervescenti, croccanti o spumose, giocando con la trasparenza o il colore del liquido».
Indulgenza di pasta
«Ciò che rende davvero unica Tirrena è la qualità che nasce dal terreno stesso in cui viene coltivata la materia prima. È una pasta che esprime in pieno il carattere del territorio toscano, proprio come accade con un grande vino»: è così che Matteo Frescobaldi racconta il progetto di famiglia che dal vino passa anche a un altro prodotto agricolo, che parte dal terreno per arrivare sulle nostre tavole.
Ma non è solo il grano a fare la differenza: la pasta in questo caso viene essiccata in celle statiche per 72 fino a 144 ore, a temperature sempre inferiori ai 38°C, per preservare le qualità organolettiche del grano, aumentarne la digeribilità e garantire una straordinaria capacità di assorbire i condimenti. Assaggiata con le ricette visionarie ma concrete di Luca Natalini, chef di Autem, ha dimostrato sul campo quanto un “semplice” piatto di pasta in bianco – che lo chef ha ripensato dandole nuova dignità gastronomica – possa rappresentare il massimo del godimento e dell’indulgenza verso sé stessi. Tirrena è un mix di semolato di grano duro, semi-integrale e poco raffinata, ottenuta da un blend di farine di grani antichi: Senatore Cappelli (circa 50 per cento), Khorasan (circa 35 per cento) ed Evoldur (circa 15 per cento): «Abbiamo fatto diverse prove sia da un punto di vista produttivo che gustativo e dopo tre anni siamo arrivati a questo blend. Il valore aggiunto è che riusciamo a gestire e controllare tutta la filiera di Tirrena: dal grano alla pasta» precisa Matteo Frescobaldi.
Indulgenza dolce salata
Chi l’ha detto che i piatti salati debbano avere sempre e solo un abbinamento con vini secchi? L’indulgenza massima, in campo enologico, è fatta da vini dolci che diventano un perfetto complemento di piatti salati, che ben si prestano a questo gioco apparentemente ardito. Ma se con il foie gras in Francia abbinano da sempre il Sauterne, perché noi a un risotto non possiamo abbinare un Moscato dAsti? Ci ha provato Alessandro Varagnolo con i Moscato d’Asti di nuova generazione firmati Cadgal, storica realtà vitivinicola piemontese che dal 2023 ha trovato nuova linfa e prospettive grazie al progetto familiare dell’imprenditore piemontese. L’azienda agricola nasce nel 1989 con la principale missione di ridefinire i confini identitari del Moscato d’Asti grazie anche al suo vino simbolo, il Moscato d’Asti Vigna Vecchia, che affina per 60 mesi immerso nella sabbia: unicità di metodo che ha portato a risultati sorprendenti di ricchezza, finezza e longevità. La nuova proprietà sta plasmando un nuovo stile, anche con una proposta di accoglienza, al centro di un ambizioso progetto di potenziamento in termini di infrastrutture ed esperienze di visita e soggiorno.
