
L’emendamento leghista per il terzo mandato dei presidenti di Regione non è passato alla commissione Affari costituzionali del Senato. I voti a favore sono stati cinque – tre della Lega, uno di Italia viva e uno del gruppo parlamentare Autonomia – a fronte di due astensioni e quindici “No” all’integrazione della modifica nel disegno di legge che regola il numero dei consiglieri regionali.
Già prima della votazione in commissione, Fratelli d’Italia aveva chiarito che, in assenza di un’intesa tra Lega e Forza Italia, non avrebbe potuto sostenere l’ennesimo emendamento proposto dal partito di Matteo Salvini.
Durante la conferenza delle Regioni è stata poi respinta la richiesta di Vincenzo De Luca, presidente della Campania, di rinviare le elezioni regionali alla prossima primavera. Una decisione che, secondo il Corriere della Sera, avrebbe la firma di un suo compagno di partito (Pd), il presidente toscano Eugenio Giani. Veneto, Campania, Marche, Puglia, Toscana e Valle D’Aosta andranno quindi al voto in autunno, salvo stravolgimenti (il leghista Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, ne parlerà col governo, ma difficilmente otterrà risultati).
Attilio Fontana, presidente lombardo al suo secondo mandato, ha definito la bocciatura dell’emendamento uno «schiaffo in faccia a quelle comunità che, democraticamente, attraverso il voto, vorrebbero confermare amministratori apprezzati, capaci ed efficienti, poi perché è frutto di ripicche e mezzucci di una politica bassa che mira solo all’interesse partitico del momento senza una visione a largo respiro».
«Ampliando il discorso a un carattere più generale – conclude Fontana – spiace constatare che sia a Roma, sia a Bruxelles, il centralismo continui a farla da padrone penalizzando, quando possibile, le Regioni e le amministrazioni locali. L’esatto contrario di quello che auspicano i cittadini, soprattutto i cittadini del Nord che hanno sempre visto nell’Autonomia e nel federalismo una grande opportunità di crescita per il proprio territorio e per l’intero Paese». Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, non ha commentato la vicenda, soffermandosi sul prolungamento della linea rossa della metropolitana milanese fino a Monza.
L’europarlamentare Roberto Vannacci, che è anche vicesegretario della Lega, ha detto: «Benissimo, vorrà dire che ci sarà un’altra occasione in futuro». Una dichiarazione che il presidente veneto Luca Zaia, scrive il Corriere della Sera, non avrebbe gradito.