Senza precedentiLa Lega Araba chiede ad Hamas di disarmarsi e rinunciare al potere a Gaza

Dalla conferenza promossa da Parigi e Riyad alle Nazioni Unite è arrivata la richiesta di consegnare le armi all’Autorità nazionale palestinese. Anche il Canada pronto a riconoscere lo Stato di Palestina

Associated Press / LaPresse

L’onda lunga della decisione del presidente francese Emmanuel Macron di riconoscere lo Stato di Palestina arriva fino ai Paesi del Golfo. Dopo la Gran Bretagna di Keir Starmer pronta al passo diplomatico se Israele continuerà ad affamare e uccidere indiscriminatamente nella Striscia di Gaza, per la prima volta anche la Lega Araba ha preso posizione.

Dalla conferenza promossa da Francia e Arabia Saudita alle Nazioni Unite è arrivata infatti la richiesta rivolta a Hamas di consegnare le armi all’Autorità nazionale palestinese. Il documento finale è stato sottoscritto dalla Lega Araba, dal Qatar, dalla Giordania e dall’Egitto. Nel testo si afferma che «Hamas deve porre fine al proprio controllo su Gaza e consegnare le armi all’Autorità palestinese». Stati arabi e islamici compresi Qatar, Egitto, Turchia e Indonesia hanno chiesto la rinuncia al potere di Hamas sulla Striscia nel «contesto» della «fine della guerra a Gaza».

Il ministro saudita degli Esteri Faysal ben Farhane ha invitato gli altri Paesi arabi ad aderire all’iniziativa prima dell’assemblea generale dell’Onu. Il documento prevede inoltre il possibile dispiegamento di una missione internazionale temporanea a Gaza con compiti di protezione della popolazione civile, transizione della sicurezza all’Autorità palestinese e istituzione di un meccanismo di monitoraggio per un eventuale cessate il fuoco.

La conferenza ha prodotto anche un appello firmato da quindici Paesi occidentali. Il documento invita le nazioni che non hanno ancora riconosciuto la Palestina a farlo, invocando «un passo essenziale» verso una pace duratura. Tra i firmatari, ci sono nove governi – tra cui Australia, Canada, Finlandia, Lussemburgo, Nuova Zelanda e Portogallo – che non hanno ancora riconosciuto formalmente lo Stato palestinese, ma dichiarano di valutarlo «positivamente» in vista dell’assemblea Onu di settembre. L’Italia non ha firmato.

Poco dopo, il primo ministro canadese Mark Carney ha annunciato che anche il Canada riconoscerà lo Stato palestinese a settembre, diventando la terza nazione del G7 a fare una dichiarazione del genere negli ultimi giorni dopo Francia e Gran Bretagna.

Una nuova coalizione internazionale si stringe quindi intorno alla “soluzione a due Stati” nel conflitto israelo-palestinese. Carney ha specificato che la decisione dipende dalle riforme democratiche, tra cui le elezioni gestite dall’Autorità nazionale palestinese il prossimo anno senza Hamas. Ottawa riconoscerà formalmente lo Stato di Palestina alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, citando l’espansione degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, il peggioramento della situazione umanitaria a Gaza e gli attacchi del 7 ottobre 2023 contro Israele da parte di Hamas come ragioni alla base del drastico cambiamento di politica estera del Canada. «Il livello di sofferenza umana a Gaza è intollerabile e sta rapidamente peggiorando», ha detto

L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff discuterà oggi con Israele della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, dove potrebbe anche recarsi per visitare i centri della Gaza Humanitarian Foundation, responsabili della distribuzione degli aiuti.

Fanno scalpore le dichiarazioni di Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione Ue che in un’intervista ha paragonato le immagini provenienti da Gaza a quelle di Auschwitz appena liberata.

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di Gaza nel discorso della cerimonia del Ventaglio, definendo la situazione «sempre più intollerabile» e, allo stesso tempo, ha ricordato che sta riaffiorando in modo «gravissimo l’antisemitismo».

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