
Dopo otto mesi di scontri istituzionali, tra ricorsi, decreti e controricorsi, il Consiglio di amministrazione di UniCredit ha ritirato l’offerta pubblica di scambio su Banco Bpm. Una scelta motivata, spiega la banca, soprattutto dalle incertezze legate al decreto sul Golden Power firmato dal governo.
«Il cda di UniCredit annuncia il ritiro dell’offerta per Banco Bpm, in quanto la condizione relativa all’autorizzazione Golden Power non è soddisfatta», si legge nella nota dell’istituto. Pur accogliendo con favore «i significativi progressi» compiuti presso il Tar, la Commissione Ue e il Governo italiano, UniCredit rileva che «i tempi per una risoluzione definitiva della questione Golden Power vanno ben oltre la scadenza della nostra offerta e anche di quella della sospensione decisa oggi dalla Consob». Per questo motivo, «per fare chiarezza» e «tutelare gli interessi di UniCredit», la banca ha deciso di ritirare la proposta lanciata a novembre 2024.
L’Ops, anche a causa di un’offerta giudicata inadeguata dal mercato e degli intoppi istituzionali, finora aveva raccolto solo lo 0,5 per cento di adesioni. Proprio ieri la Consob aveva sospeso per trenta giorni l’offerta di Unicredit per la seconda volta. La scadenza dell’offerta era prevista per il 23 luglio, ma sarebbe stata di conseguenza spostata al 21 agosto. La decisione di UniCredit era ampiamente attesa dal mercato. Ma la scelta della Consob di concedere un mese in più per chiarire i contorni dell’operazione lasciava presagire anche un possibile colpo di scena. E invece è arrivato lo stop.
Nella sua nota, UniCredit critica anche i vertici di Banco Bpm, accusandoli di aver «privato i propri azionisti del confronto che normalmente accompagna un periodo d’offerta, utile a comprendere il valore della combinazione e a definire condizioni accettabili per procedere».
Il presidente Pietro Carlo Padoan ha parlato di un’occasione mancata: «La fusione tra UniCredit e Banco Bpm avrebbe apportato un enorme valore aggiunto, ma il processo d’offerta deviato e la continua incertezza hanno reso la situazione insostenibile». «La mia responsabilità principale è agire nell’interesse di UniCredit e dei suoi azionisti», ha dichiarato il ceo Andrea Orcel. «La continua incertezza sull’applicazione del Golden Power non giova a nessuno. Continueremo a perseguire la nostra trasformazione con la stessa energia e determinazione che ci ha permesso finora di battere ogni record».
Il governo Meloni sin dall’inizio ha criticato e tentato di ostacolare l’acquisizione di Banco Bpm da parte di UniCredit. Il decreto del governo sul cosiddetto golden power era stato bloccato da una sentenza del Tar del Lazio, che aveva annullato due dei quattro punti contenuti nel testo. Ed era stato contestato molto duramente anche dalla Commissione Ue, che aveva giudicato il provvedimento illegittimo, dando a Roma tempo fino all’8 agosto per fornire motivazioni adeguate.
La banca, intanto, oggi presenta i conti del semestre, e i risultati sono oltre le attese, con un utile di a 6,1 miliardi di euro. Il risultato del secondo trimestre è di 3,3 miliardi, ben sopra le stime degli analisti. I ricavi core sono aumentati anno su anno a 5,9 miliardi di euro.