
La Commissione europea ha concluso i negoziati con l’Ucraina sui principi fondamentali della revisione dell’area di libero scambio globale e approfondito (Dcfta), pilastro economico dell’Accordo di Associazione tra Kyjiv e Bruxelles. L’intesa è stata trovata a seguito della scadenza delle misure commerciali autonome, che avevano introdotto un regime preferenziale per gli esportatori ucraini fino al 5 giugno 2025. Secondo il Financial Times, l’accordo è stato trovato sull’idea di puntare ad aumentare le esportazioni agricole ucraine verso l’Ue ma tenendo conto delle preoccupazioni degli agricoltori europei.
Il Commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica, Maroš Šefčovič, ha detto che l’accordo rappresenta «un nuovo capitolo nelle relazioni commerciali tra Unione europea e Ucraina» e definisce un quadro prevedibile e reciproco che avvantaggia esportatori, imprese e agricoltori di entrambi i lati, rafforzando al contempo il percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Unione europea.
In base all’intesa, spiega l’Ukrainska Pravda, l’Ucraina si impegna ad adeguare gradualmente i propri standard di produzione agricola a quelli europei entro il 2028, in linea con i propri obiettivi di adesione. Allo stesso tempo, Kyjiv ridurrà progressivamente i dazi sulle importazioni europee.
Il Commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, ha detto che il sistema sarà dotato di una clausola di salvaguardia per intervenire se l’aumento delle importazioni dovesse mettere sotto pressione i produttori europei. Nel 2024, i ricavi agricoli ucraini verso l’Unione sono stimati a sessantasette miliardi di euro, con un surplus commerciale di circa diciotto miliardi a favore dell’Unione. Ma fonti ucraine avvertono che senza una transizione moderata l’export agricolo potrebbe subire una riduzione fino a 3,5 miliardi di euro all’anno, con potenziali effetti fino al -2,5 per cento del Pil nazionale.
Il Financial Times sottolinea come l’intesa segua le proteste di agricoltori in Paesi come Polonia e Ungheria, che avevano mantenuto divieti su alcuni prodotti ucraini. Il nuovo accordo introduce quote più alte, ma controllate, e una clausola di salvaguardia per proteggere i mercati europei dalla destabilizzazione. Mentre in Ucraina si guarda con favore all’aumento previsto del venti o trenta per cento delle quote di esportazione, restano timori per l’impatto delle restrizioni residue sull’economia agricola nazionale.