
L’ondata di caldo che sta investendo l’Italia spinge sempre più Regioni ad adottare misure straordinarie per tutelare i lavoratori esposti al sole. Sono già tredici le amministrazioni locali che hanno deciso di sospendere temporaneamente le attività nei settori più a rischio. L’ultima in ordine di tempo è la Lombardia: il presidente Attilio Fontana, della Lega, firmerà oggi un’ordinanza che entrerà in vigore domani e resterà attiva fino al 15 settembre. Il provvedimento ferma i lavori su strada e nei cantieri, ma anche nei vivai, in agricoltura e nelle cave, nelle ore più calde della giornata – quindi dalle 12.30 alle 16 – durante i cosiddetti giorni da “bollino rosso”, che saranno definiti sulla base del monitoraggio giornaliero pubblicato dal portale Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr.
Ieri si sono aggiunte all’elenco anche Abruzzo, Emilia-Romagna e Sardegna. Nei giorni precedenti, scrive Repubblica nell’articolo di Michele Bocci e Alessandra Corica, erano intervenute Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e Toscana. Le ordinanze variano soprattutto per durata: alcune scadono a fine agosto, altre – come in Emilia-Romagna e Lombardia – si spingono fino a metà settembre. Proprio in Emilia, dove ieri è deceduto un imprenditore edile, per la prima volta il divieto è stato esteso anche al comparto della logistica. Il principio resta comune a tutti i provvedimenti: evitare che i lavoratori siano costretti a operare sotto il sole durante le ore più critiche. Lo stop viene attivato solo in presenza di un rischio elevato legato al caldo eccessivo, segnalato appunto dal sito Worklimate, che consente di verificare facilmente la situazione meteo-salutare di ogni territorio.
Secondo il bollettino del Ministero della Salute, ieri erano sedici le città classificate a rischio massimo per le ondate di calore, contro le ventuno del giorno precedente. Oggi dovrebbero essere diciassette, per salire a diciotto domani. Sei città sono in stato di allerta dal 26 giugno: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia e Torino. A queste, oggi, si aggiungeranno Ancona, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Rieti, Roma, Trieste, Verona e Viterbo.
Ieri si sono raggiunti i quaranta gradi in diverse zone, tra cui Sardegna e Toscana. Ma l’ondata di caldo non riguarda solo l’Italia: anche Spagna, Francia, Inghilterra e Grecia stanno facendo i conti con temperature estreme. In diversi Paesi si è registrato un forte aumento nei consumi elettrici. «Il caldo torrido sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari e rappresenta una minaccia concreta per molte vite», ha detto Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa.