Nel corso dell’anno appena trascorso il mercato dell’energia ha vissuto importanti evoluzioni, in un contesto segnato da tensioni internazionali e dinamiche di mercato complesse. I consumi mondiali di petrolio sono aumentati, superando i livelli pre-pandemici, con un contributo importante proveniente dai Paesi non Ocse, come Cina, India, America Latina e Medio Oriente. La produzione globale di petrolio è cresciuta, sostenuta soprattutto dai Paesi non-Opec e in particolare dagli Stati Uniti. Dopo un inizio d’anno che lasciava intravedere segnali di stabilizzazione, i mercati del gas naturale hanno vissuto una fase altalenante nella seconda metà del 2024. Complessivamente in ragione d’anno, la domanda è cresciuta, trainata prevalentemente dai mercati asiatici. Nel mercato GNL si è registrato un aumento anche per le capacità di liquefazione e rigassificazione. Le fonti rinnovabili intermittenti hanno raggiunto un nuovo record globale di capacità installata, ma la crescita non è ancora sufficiente per raggiungere l’obiettivo fissato dalla Cop28, che prevede di triplicare la capacità rinnovabile entro il 2030. Anche la produzione di minerali critici è aumentata, confermando il ruolo fondamentale di queste risorse nello sviluppo delle tecnologie della transizione. La produzione, però, è fortemente concentrata in pochi Paesi, con un potenziale rischio per la sicurezza degli approvvigionamenti. Infine, le emissioni di CO2 legate al settore energetico sono cresciute dello 0,8 per cento, raggiungendo un nuovo massimo. Questo aumento è dovuto principalmente alla crescita delle economie emergenti e dei mercati in via di sviluppo, che ha compensato i progressi fatti nelle economie avanzate.
Ma vediamo nel dettaglio i principali indicatori. Per quanto riguarda il contesto globale del gas, ad esempio, si è registrato un calo dei consumi nella prima parte dell’anno, anche a fronte di una climatica mite e livelli di scorte record a fine stagione invernale, ed è stato parzialmente compensato, nella seconda parte del 2024, da una domanda sostenuta soprattutto in Asia e da incertezze lato offerta (ad esempio, tensioni geopolitiche sul fronte ucraino e Medio-Orientale, minore import dalla Norvegia). Nel corso del 2024 rispetto al 2023, i prezzi nei principali hub internazionali hanno registrato una flessione media prossima al 14 per cento e la domanda globale di gas è aumentata di circa 108 Bcm (+2,7 per cento) attestandosi a circa 4.110 Bcm. A trainare questa crescita è stata soprattutto la Cina, seguita dalla Russia e dagli Stati Uniti, mentre in Europa la domanda è rimasta pressoché stabile. Anche la produzione mondiale ha mostrato un incremento, seppur più contenuto, pari all’1,9 per cento (circa 80 Bcm) rispetto al 2023, con una crescita particolarmente significativa nei paesi non appartenenti all’Ocse.
Per quanto riguarda il GNL invece, nel 2024 si è registrato un aumento sia della capacità di liquefazione che di quella di rigassificazione a livello globale. La capacità di liquefazione ha raggiunto circa i 660 Bcm (+1,4 per cento), mentre quella di rigassificazione è salita a circa 1.500 Bcm (+4 per cento).
In generale, relativamente al gas naturale, l’Asia rappresenta un’area chiave a livello mondiale: consuma poco meno di un quarto del fabbisogno globale, con la Cina che rappresenta circa il 10 per cento e il Sud-Est asiatico che in futuro giocherà un ruolo sempre più significativo. Quest’area, infatti, ha un elevato potenziale in termini di crescita economica, demografica e di consumi energetici (come sottolineato anche dal Southeast Asia Energy Outlook 2024 dell’International Energy Agency).
Anche per l’ Oil è stato un anno di incertezze e volatilità. Nel 2024, il prezzo del Brent ha registrato una media di 80,8 $/b, con una leggera diminuzione di circa il due per cento rispetto al 2023. L’andamento nel corso dell’anno è stato di progressiva riduzione influenzata principalmente dalle aspettative degli operatori riguardo a un aumento dell’offerta, legato sia al rimbalzo della produzione Opec+ sia ai timori di rallentamento economico globale. Tali fattori hanno contribuito alla graduale discesa dei prezzi nonostante le tensioni geopolitiche.
La domanda è cresciuta di 0,8 milioni di barili al giorno (Mb/g), raggiungendo quota 102,8 Mb/g. Una crescita principalmente alimentata dal forte aumento del consumo di jet-kerosene, grazie alla continua ripresa del settore aereo, e dalla robusta domanda di materie prime per l’industria petrolchimica (come nafta, Lpg ed etano), in particolare in Cina. La crescita globale è guidata dalle economie non-Ocse, con Cina, India, America Latina e Medio Oriente che rappresentano insieme oltre il sessanta per cento dell’aumento.
Per quanto riguarda la produzione, nel 2024 è aumentata di 0,5 Mb/g rispetto all’anno precedente. Un incremento principalmente concentrato nel non-Opec (+0,6 Mb/g) e gli Stati Uniti hanno trainato la crescita con un incremento di 0,7 Mb/g rispetto al 2023. È cresciuta anche la capacità di raffinazione primaria, attestandosi a 104,6 Mb/g con un incremento netto di 1,1 Mb/g rispetto al 2023. In questo, il contributo maggiore all’aumento è dovuto a Medio Oriente e Africa.
Sul fronte delle fonti rinnovabili, nel 2024 le installazioni di solare fotovoltaico ed eolico hanno continuato a crescere a ritmi sostenuti con un incremento di 560 GW – nuovo record globale – che porta la capacità installata a sfiorare i 3.000 GW a livello mondiale. Il fotovoltaico si conferma anche nel 2024 il motore principale della crescita delle rinnovabili, con la Cina a fare ancora da traino, seguita dagli Stati Uniti. Più contenuta, ma comunque rilevante, la crescita del settore eolico la cui capacità è aumentata nel 2024 di 113 GW rispetto al 2023 (+11%) attestandosi a 1.133 GW a fine anno. Anche qui Cina e Stati Uniti si confermano i principali player di mercato.
Capitolo minerali critici. I minerali critici rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo di tecnologie chiave per la transizione energetica. Elementi come cobalto, litio, nichel, manganese e grafite sono indispensabili per la produzione di batterie, mentre le terre rare sono cruciali per l’energia eolica e il silicio è alla base della tecnologia solare. Tuttavia, l’estrazione di queste risorse è fortemente concentrata in un numero ristretto di Paesi: un rischio significativo per la sicurezza degli approvvigionamenti e una condizione che sfavorisce la concorrenza.