Lingua di fuocoGli incendi in Spagna sono una conseguenza dell’emergenza climatica

Dall’inizio della settimana il Paese lotta senza sosta per domare le fiamme. Ci sono già state due vittime, i focolai sono ancora attivi in sette regioni, alimentati da caldo estremo, siccità e venti forti

AP/Lapresse

Una nuova ondata di incendi boschivi sta colpendo la Spagna. Le fiamme, attive da giorni, sono alimentate da caldo estremo, siccità e venti forti: hanno bruciato decine di migliaia di ettari, costretto migliaia di persone a lasciare le proprie case e provocato due vittime.

Secondo il ministero dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ci sono dieci grandi fronti attivi, sette dei quali concentrati tra Ourense, León e Zamora, nelle comunità autonome di Galizia e Castilla y León. In queste zone circa diecimila residenti, di cinquanta comuni, sono stati evacuati.

Uno degli incendi più gravi è quello iniziato domenica a Uña de Quintana, in provincia di Zamora, già tra i più estesi mai registrati in Spagna: mercoledì notte il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi stimava un’area colpita di trecentottanta chilometri quadrati. In Galizia, a Chandrexa de Queixa, un altro rogo ha raggiunto un perimetro di duecento chilometri quadrati.

Le vittime sono Abel Ramos, trentacinque anni, morto mentre cercava di contenere le fiamme nella provincia di León, e Mircea Spiridon, cinquant’anni, deceduto dopo aver tentato di salvare venti cavalli da un centro ippico nei pressi di Tres Cantos, vicino Madrid.

Il primo ministro Pedro Sánchez ha dichiarato lo stato di pre-emergenza, ma per ora la gestione rimane in capo alle comunità autonome. «Le squadre di emergenza continuano a combattere gli incendi in tutto il nostro Paese», ha scritto mercoledì il primo ministro in un post su X. «La situazione degli incendi rimane grave ed è essenziale la massima cautela. Ringrazio ancora una volta tutti voi che state lavorando instancabilmente per combattere le fiamme».

Ieri l’esecutivo ha fatto sapere di aver chiesto aiuto all’Unione europea, in particolare per due aerei Canadair. «Abbiamo chiesto ufficialmente assistenza stasera», ha detto il ministro degli Interni a Cadena Ser.

La ministra dell’Ambiente, Sara Aagesen, ha definito la crisi «un chiaro avvertimento dell’impatto dell’emergenza climatica» e ha sottolineato la «particolare vulnerabilità» della Spagna al riscaldamento globale. «Gli incendi sono una delle conseguenze del cambiamento climatico, per questo dobbiamo fare tutto il possibile per prevenirli».

Il vicino Portogallo ha schierato più di duemilacento vigili del fuoco e venti aerei per affrontare cinque grandi incendi, concentrando gli sforzi su un incendio nel comune centrale di Trancoso che divampa da sabato.

Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi, dall’inizio del 2025 sono già bruciati oltre 1.350 chilometri quadrati di terreno: è il terzo peggior dato di sempre a questo punto dell’anno, dopo il 2022 e il 2023.

La situazione resta critica. Le autorità avvertono che, con temperature record superiori ai quarantacinque gradi in alcune aree e venti irregolari, le prossime ore saranno decisive per evitare un ulteriore peggioramento. «La situazione rimane grave ed è essenziale la massima cautela», ha scritto Sánchez su X, ringraziando i soccorritori impegnati «instancabilmente» contro le fiamme.

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