
Chi va per mare sa bene quanto prestazioni e stile sappiano camminare all’unisono. Sono due mondi attigui, capaci di unirsi in armonia. Alcune barche nascono come opere d’arte galleggianti, accomunando razionalità e fascino. Il nuovo Fly 82 di Azimut Yacht sembra scivolare sull’acqua come scolpito dal vento: è il segno inconfondibile del design di Alberto Mancini, che ha voluto linee tese e dinamiche, capaci di restituire l’idea di un viaggio che non conosce soste. A bordo, invece, il ritmo cambia. L’atmosfera è intima, raccolta attorno a un grande tavolo rotondo che diventa centro naturale della convivialità. I toni morbidi scelti da Fabio Fantolino, interior designer al suo terzo progetto con Azimut, parlano la lingua dell’armonia: superfici chiare, accenti caldi di arancio bruno, un’eleganza sobria che mette al centro il piacere di stare insieme. La sensazione è quella di trovarsi in un rifugio luminoso, che respira con il mare grazie alle ampie aperture e alla continuità tra interni ed esterni.
Tra le innovazioni più sorprendenti c’è il sistema Deck2Deck™, già sperimentato con successo sul Grande 26M e qui introdotto per la prima volta nella serie Fly. La plancetta di poppa si solleva e si allinea al ponte principale, trasformando la terrazza in un grande salotto sull’acqua: il cuore pulsante della vita sociale a bordo. Un’idea semplice e geniale, che rende il Fly 82 un’icona di stile, oltre che uno yacht capace di navigare fino a trentadue nodi grazie ai tre motori Volvo Penta.
Azimut ha scelto di presentare questa novità al Salone Nautico di Genova (dal 18 al 23 settembre), il più importante appuntamento italiano per la nautica, giunto quest’anno alla sua sessantacinquesima edizione. Qui, sotto la Lanterna, il marchio ha portato otto modelli, a conferma di un’offerta che abbraccia tutte le anime della navigazione: dalle linee sportive agli yacht crossover, fino alle soluzioni ibride a basse emissioni. Un modo per ribadire, davanti al pubblico internazionale, il ruolo di Azimut come punto di riferimento per il Made in Italy nel mondo.
Se il Fly 82 rappresenta la sintesi più elegante della filosofia open-air di Azimut, il Grande 30M alza ulteriormente l’asticella con un approccio radicale. Frutto della collaborazione tra Alberto Mancini per le linee esterne e lo studio milanese m2atelier per gli interni, lo yacht introduce il concetto di “Barefoot Luxury”: un lusso autentico, informale, pensato per una nuova generazione di armatori che cercano libertà e autenticità.

Il colpo d’occhio è immediato. Il Rooftop Lounge debutta come spazio panoramico sospeso tra cielo e mare, mentre l’Infinity Skydeck si trasforma in un camminamento a 360 gradi che unisce prua e poppa senza interruzioni. Le pareti vetrate scompaiono del tutto, creando una “Glass House” sospesa sull’acqua, aperta su tre lati. Dentro, lo stile di m2atelier è rigoroso ma accogliente: linee nette, geometrie essenziali, superfici che giocano con trasparenze e riflessi, fino ai celebri Feature Walls che trasformano le pareti in vere installazioni artistiche.
Sotto la scultura di forme e volumi si nasconde la parte più innovativa: la costruzione in fibra di carbonio, la prua wave piercing – quindi il corpo galleggiante non si muove più sopra le onde, ma attraverso di esse – e soprattutto il nuovo sistema di propulsione Rolls Royce con motori mtu e POD, che riduce consumi ed emissioni fino al quindici per cento rispetto alle soluzioni tradizionali. Un risultato che colloca il Grande 30M tra i low emission yacht più avanzati della sua categoria, con la stessa agilità di imbarcazioni molto più leggere.
Il Salone Nautico di Genova, del resto, è lo scenario ideale per mettere in mostra queste evoluzioni. Nel 2024 l’industria italiana della nautica ha toccato un nuovo record con 8,6 miliardi di euro di fatturato, in crescita del 3,2 per cento rispetto all’anno precedente. Una parte significativa di questo successo nasce proprio nel distretto di Viareggio, dove Azimut ha uno dei suoi poli produttivi principali. Accanto alle due première, sotto i riflettori di Genova ci sono anche modelli come i Seadeck 6 e 7, gli sportivi flybridge AZ 53, 62 e 68 e il crossover Magellano 60, che coniuga anima sportiva e capacità di crociera. Un ventaglio ampio che racconta la versatilità e l’innovazione di un cantiere capace di guardare al futuro senza tradire l’essenza del mare.
La sessantacinquesima edizione del Salone Nautico si è chiusa con un bilancio positivo, a conferma della centralità dell’appuntamento nel panorama mondiale della nautica. Ci sono stati 124.248 visitatori registrati (+2,8 per cento rispetto all’anno precedente), dato che si unisce ai numeri di un evento che ha raggiunto la sua piena affermazione: oltre mille imbarcazioni esposte, ventitré nuovi cantieri, espositori da quarantacinque Paesi hanno trasformato il Salone in un palcoscenico unico per l’innovazione internazionale e per il Made in Italy.
Il pubblico ha premiato in particolare le prove in mare, con 4.050 uscite, mentre sono state centoventitré le novità di prodotto, tra cui novantasei première, hanno scandito il ritmo della sei giorni. A completare il quadro, 132 convegni ed eventi, il programma Forum25 patrocinato dalla Commissione Europea, e un forte richiamo mediatico con 1.245 giornalisti internazionali accreditati, 4.795 articoli pubblicati su stampa e web e 2.508.458 visualizzazioni delle pagine Facebook e Instagram.
Ed è proprio qui che si chiude il filo rosso. Dall’eleganza scultorea del Fly 82 alla rivoluzione concettuale del Grande 30M, al Salone Nautico di Genova Azimut riafferma la sua visione: dare forma a yacht che non siano solo oggetti tecnici, ma esperienze di vita, capaci di unire comfort, performance e sostenibilità. Perché una barca non è mai solo un mezzo: è un modo di abitare il mare.