
Il Parlamento europeo si compatta sul futuro della governance di internet e chiede alle Nazioni Unite di rinnovare e rafforzare il mandato dell’Internet Governance Forum (Igf), lo spazio multilaterale nato nel 2006 su impulso dell’Onu e oggi al centro dei negoziati che porteranno al vertice WSIS+20 di New York, previsto entro la fine dell’anno.
Intervenendo durante la sessione plenaria dell’Europarlamento, Henna Virkunnen (Ppe), oggi vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega a sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia, ha sottolineato l’importanza del forum: «L’Internet Governance Forum è uno spazio inclusivo dove governi, società civile, comunità tecniche, mondo accademico e settore privato lavorano insieme per plasmare il futuro digitale in modo trasparente e democratico».
La vicepresidente ha evidenziato la necessità di difendere l’apertura di Internet e prevenire la frammentazione della rete: «Dobbiamo assicurarci che il nostro futuro Internet sia aperto e accessibile a tutti e che non diventi frammentato o dominato da ecosistemi chiusi».
Virkunnen ha inoltre sottolineato il ruolo guida dell’Europa nella governance digitale globale: «L’Unione europea deve non solo partecipare ai dialoghi globali, ma guidarli attivamente, promuovendo apertura, interoperabilità, privacy e diritti digitali». Sul rafforzamento del forum, ha aggiunto: «Rafforzare l’Internet Governance Forum significa aumentarne l’impatto e l’efficacia, integrandolo più strettamente con i risultati del World Summit on the Information Society e con l’implementazione del Global Digital Compact».
Henna Virkunnen non è nuova al dossier digitale. Dopo una lunga carriera nazionale come ministra dell’Istruzione e dei Trasporti in Finlandia e dieci anni da eurodeputata con incarichi centrali su mercati digitali, piattaforme e trasporti. Dal dicembre 2024 siede nella Commissione von der Leyen. Il suo portafoglio comprende l’attuazione del Digital Services Act e del Digital Markets Act, oltre alla strategia europea su dati, intelligenza artificiale e quantum.
Dalla sponda italiana, Brando Benifei (S&D), già co-rapporteur dell’Artificial Intelligence Act (AI Act), ha rimarcato il valore del modello multi-stakeholder del forum: «Evita frammentazione e architetture stataliste che minacciano i diritti digitali. Con il mandato in scadenza a dicembre 2025, il rinnovo assicura un confronto paritario tra governi, società civile, imprese e comunità tecniche».
L’eurodeputato ligure, che ha preso parte all’ultima edizione del forum a Lillestrøm in Norvegia (9 435 partecipanti da centosessantacinque Paesi), ha sottolineato come l’Igf sia uno strumento insostituibile per preservare una rete aperta e interoperabile.
A Linkiesta, Benifei ha spiegato le priorità dei prossimi anni: «L’Igf è il contesto giusto per approfondire, con anticipo, le sfide dell’intelligenza artificiale e della disinformazione; luogo di foresight e confronto tra esperti, imprese, Ong e decisori. Dobbiamo usarlo per coordinare standard su trasparenza, accountability e provenienza dei contenuti, condividere evidenze e spingere un allineamento internazionale della governance dell’intelligenza artificiale, evitando frammentazioni. Partendo dall’AI Act come modello risk-based, l’Igf dovrebbe continuare a promuovere lo scambio di buone pratiche».
Il forum, ha aggiunto, è anche il contesto per discutere delle responsabilità delle grandi piattaforme digitali: «Pur senza esiti vincolanti, l’Igf abilita discussioni concrete su rischi sistemici delle piattaforme, trasparenza dei dati e concorrenza. Inoltre riunisce gli attori giusti per testare le idee sulla responsabilità delle piattaforme e può indirizzarle verso processi Ocse–Onu su tassazione e regole fiscali».
Sulla stessa linea, Sergey Lagodinsky (Verdi/Ale) ha richiamato l’attenzione sul significato politico del rinnovo del mandato: «Il mandato dell’Igf è destinato a scadere alla fine di quest’anno. In quanto principale forum multilaterale e multistakeholder, l’Igf offre la piattaforma attraverso la quale l’Unione europea può promuovere la sua visione per Internet a livello globale. Prolungarne il mandato significa salvaguardare l’obiettivo originario di Internet: una risorsa pubblica libera, aperta, globale, affidabile e sicura – senza confini, governata da tutti e per tutti».
Lagodinsky, relatore della mozione congiunta approvata a Strasburgo, ha sottolineato l’urgenza di un impegno chiaro da parte delle istituzioni: «Con questa risoluzione invito il Parlamento europeo a riaffermare il proprio sostegno alla governance di Internet come bene comune, radicata nei diritti fondamentali e protetta da censura e sorveglianza. Invito pertanto l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a rinnovare in modo permanente il mandato dell’Igf».
L’impegno del Parlamento europeo è quello di riaffermare la centralità del pluralismo e della società civile in un ecosistema digitale globale che sia affidabile, sicuro e inclusivo. La partita, ora, si gioca sul terreno multilaterale, con l’obiettivo di arrivare a New York con una posizione europea forte e coesa: un internet globale, libero da frammentazioni e governato collegialmente nell’interesse di tutti.