C’è un momento, ogni anno, in cui chi ama le riviste indipendenti può ritrovarsi in un unico spazio pervaso dal profumo della carta stampata. Si tratta di Mag To Mag, un festival che è un punto di riferimento europeo per editori, lettori, professionisti del settore, amanti delle riviste e dei magazine indipendenti e di nicchia ideato da Frab’s, negozio di riviste indipendenti che unisce alla vendita dei magazine l’organizzazione di attività legate all’esperienza nel mondo dell’arte, della cultura e dell’editoria. Quest’anno il festival è arrivato alla sua terza edizione, e si è tenuto sabato 13 e domenica 14 settembre negli spazi di Base, a Milano.
L’idea di Mag To Mag è quella di diventare un luogo in cui poter non solo acquistare e scoprire riviste provenienti da tutto il mondo, ma toccarle, sfogliarle, parlarne insieme a esperti del settore, e restituire valore alla dimensione cartacea dell’editoria. L’edizione di quest’anno ha raccolto oltre ottanta editori, arrivati da tutta Europa, e ha proposto un ricco calendario: nove talk, cinque workshop, una proiezione, due mostre e numerosi momenti informali di networking. Una programmazione che ha reso Mag To Mag la sintesi tra un festival culturale e una fiera per esperti del settore.

Mag To Mag, infatti, non è solo un incubatore di idee e opportunità, ma un ecosistema in cui editori, autori, rivenditori e lettori possono confrontarsi dal vivo e discutere di riviste indipendenti, sfogliando un magazine. Si tratta di un’opportunità unica: chi pubblica può capire meglio come muoversi tra vendite e distribuzione; chi scrive, invece ha l’opportunità di conoscere editori con cui avviare collaborazioni.
I workshop che si sono tenuti durante il festival hanno approfondito vari aspetti del mondo dell’editoria indipendente, come per esempio l’incontro Estetiche della povertà, tenuto da Francesco Ciaponi, docente di Storia della stampa e dell’editoria all’Accademia di belle Arti di Brera. Ciaponi ha esplorato il lato ribelle della produzione grafica, tra fanzine punk e fotocopie storte, per scoprire che anche l’errore può diventare linguaggio politico. La professoressa e designer Natassa Pappa – fondatrice del magazine indipendente Desired Landscapes – ha tenuto invece un workshop itinerante, trasformando il quartiere Tortona in un laboratorio di scrittura a cielo aperto. E ancora il workshop DIY (Print) Club Sandwich, tenuto da Paolo Proserpio e Marta Biasi, ha proposto un laboratorio di stampa sperimentale che ha permesso ai partecipanti di autoprodurre una fanzine.

Non sono mancate le esposizioni. Hunter Redux, a cura di Cameranebbia ha messo in dialogo archivio e intelligenza artificiale: cinquecentottanta pagine stampate e un’installazione video hanno permesso di rileggere i ventitré numeri di Hunter Fashion Magazine, generando un loop visivo e narrativo. Particolarmente significativa è stata l’esposizione Impresa Rivista, curata da AIAP CDPG e Paper Paper, che ha raccolto una selezione di house organ aziendali dal dopoguerra a oggi. Un percorso che racconta come la comunicazione d’impresa non sia mai stata un semplice strumento promozionale, ma un laboratorio di grafica, tipografia e linguaggio visivo. Impresa Rivista ha ricordato che il confine tra cultura editoriale e cultura aziendale è più poroso di quanto si pensi, sottolineando le soluzioni innovative che parlano al presente, ancora oggi.
Uno dei momenti più attesi è stato il lancio ufficiale di Mag To Mag Journal, la prima rivista ufficiale nata sotto l’egida di Frab’s. La rivista raccoglie riflessioni, interviste e materiali visivi sul mondo dell’editoria indipendente, diventando sia memoria delle giornate del festival sia uno strumento di diffusione di idee e tendenze. Durante Mag to Mag è stato inoltre proiettato Vice is broke, un documentario del 2024 che racconta l’ascesa e il declino di Vice Media, da magazine punk nato a Montreal a fine anni Novanta a media multimiliardario, fino al fallimento e alla bancarotta.

Mag To Mag Festival in due giorni ha raccolto circa seimila persone, tra esperti del settore, art director, fotografi, giornalisti o semplici lettori appassionati di editoria indipendente, che hanno camminato tra i tavoli pieni di riviste, hanno scambiare due parole con chi le ha create, hanno scoperto nuove storie e le intuizioni che stanno dietro ogni progetto editoriale. Per i lettori è stata una possibilità di assaporare la bellezza di riviste difficili da reperire altrove. Per gli editori, è stato un’opportunità di condivisione, crescita, e confronto con il pubblico. Per i rivenditori un’occasione di scouting, e per gli autori, una porta d’ingresso verso nuove collaborazioni.
Il successo del festival conferma che la community attorno ai magazine indipendenti è forte, cresce, e ha bisogno di luoghi come Mag To Mag per continuare a immaginare, dimostrando ancora una volta che i magazine non sono oggetti nostalgici, ma laboratori di un futuro che ha il profumo della carta stampata.