Labour WeeklyCome funziona l’obbligo di informativa sull’intelligenza artificiale

Dal 10 ottobre 2025 le aziende sono obbligate a comunicare ai dipendenti l’utilizzo dell’Ia nel contesto lavorativo. La violazione può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative che possono arrivare anche a 5mila euro per ogni mese in cui l’azienda non ha rispettato la legge

(Unsplash)

Sono settimane nelle quali i giganti tech stanno effettuando investimenti enormi nel settore dell’intelligenza artificiale. Tra euforia e timori riguardanti il possibile scoppio di una bolla speculativa, in Italia continuano a entrare in vigore disposizioni di legge che regolano l’utilizzo di sistemi di Ia da parte delle imprese.

Dal 10 ottobre 2025 le aziende sono obbligate a comunicare ai dipendenti l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel contesto lavorativo. Ogni membro del personale, infatti, ha il diritto di ricevere informazioni in merito all’assunzione, alla gestione o alla cessazione del rapporto di lavoro. In particolare, le imprese dovranno informare il personale qualora vengano utilizzati sistemi di Ia nell’assegnazione delle mansioni, nella sorveglianza aziendale o nella valutazione della performance dei dipendenti.

L’informativa da consegnare ai dipendenti deve chiarire in modo trasparente quali aspetti del rapporto di lavoro sono soggetti all’intelligenza artificiale, con indicazione degli scopi e delle finalità aziendali che si vogliono raggiungere. È inoltre necessario che siano indicate la logica di funzionamento dei sistemi di Ia, i parametri utilizzati per il loro addestramento e i meccanismi impiegati per la valutazione delle prestazioni dei lavoratori. Come si dice sulle sponde del Tevere, mica pizza e fichi.

Se i dati contenuti nell’informativa devono essere aggiornati, l’impresa deve comunicare ai propri dipendenti le modifiche almeno 24 ore prima dell’adeguamento dei processi aziendali. In ogni caso, i lavoratori possono sempre richiedere informazioni per iscritto al proprio datore di lavoro il quale è tenuto a rispondere entro 30 giorni. La comunicazione dei dati sull’intelligenza artificiale deve essere effettuata anche alle rappresentanze sindacali.

La violazione dell’obbligo di informativa può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative rilevanti che possono arrivare anche a 5mila euro per ogni mese in cui l’azienda non ha rispettato la legge. Inoltre, la mancata informativa ai dipendenti potrebbe comportare un trattamento illecito dei dati personali del personale con l’applicazione di sanzioni molto pesanti da parte del Garante della privacy.

Rivoluzione industriale o bolla speculativa, i datori di lavoro devono adeguarsi a un quadro normativo in continua evoluzione. Non tenersi al passo con i tempi potrebbe causare problemi che non possono essere risolti da ChatGpt.

*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni settimana. Qui per iscriversi

 

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