CorroborantiBombardino e Kaciuto, dalla bevanda alpina a quella grecanica

La nostra componente psicologica reagisce quando beviamo qualcosa di caldo o di freddo, immediatamente ci sentiamo sollevati e di miglior umore. Non solo il cibo, ma anche i liquori possono fornirci un benessere mentale legato al clima circostante

@Azienda La Spina Santa

D’inverno le montagne piemontesi hanno bisogno di scaldarsi. D’estate la costa ionica calabrese di dissetarsi. Al Nord esiste un liquore all’uovo servito caldo con fiocchi di panna montata e cacao che, stretto tra le mani, restituisce quel tepore corporeo perso durante una lunga sciata. Al Sud, sui tavolini dei bar calabresi, vive un amaro profumato e ghiacciato, che fa riprendere chiunque dall’arsura. Il bombardino della distilleria Bordiga 1888 a Cuneo e l’amaro Kaciuto di La Spina Santa a Bova Marina sono i protagonisti della convivialità montanara e di quella marittima.

Il bombardino di Bordiga 1888
Il bombardino è un simbolo della cultura alpina. Nel Cuneese già lo storico cavalier Pietro Bordiga, fondatore della distilleria, possedeva una personale ricetta di liquore all’uovo e marsala. Il nome bombardino nasce però recentemente. Si dice che essendo alcolico e bevendolo caldo, generi una vampata di calore intensa come una bomba. La caratteristica costante è quella di avere al suo interno i tuorli d’uovo, che conferiscono il tipico colore giallognolo. L’attuale bombardino di Bordiga viene realizzato con uova fresche, latte disidratato e rum di Hampden, famoso distillato giamaicano. Il composto pastorizzato e alcolico si serve caldo ma non bollente, per evitare che l’uovo coaguli. Il calore esalta i sentori aromatici del rum e l’aggiunta o meno di panna addolcisce il liquore cremoso.

Il Kaciuto di Spina Santa
Il Kaciuto è un liquido aromatico che teletrasporta chiunque nella campagna aspromontana. In questa terra il profumo del bergamotto è amico del vento, le alte siepi d’alloro fanno da vedetta, le radici di liquirizia costituiscono un’identità famigliare e l’infiorescenza a ombrella del finocchietto selvatico si estende elegantemente in altezza. Kaciuto in dialetto calabrese significa cocciuto ed è l’orgoglio di La Spina Santa, azienda fondata nel 1989 a Bova Marina, in provincia di Reggio Calabria. L’amaro si ottiene lasciando in macerazione alcolica le bucce di bergamotto, la polvere di liquirizia, le foglie d’alloro e il finocchietto selvatico. Si beve ghiacciato nei tipici bicchierini allungati e accompagnato magari da qualche biscotto di pasta di mandorla calabrese.

@Azienda La Spina Santa

La storia di Bordiga
Il Cavalier Pietro Bordiga affascinato dal mondo della liquoristica fonda la sua distilleria nel 1888 a Cuneo. Egli nasce come produttore di vermouth, vino aromatizzato divenuto celebre nel corso dell’Ottocento in tutta Torino. Successivamente si appassiona anche al mondo degli amari alpini e decide di recuperare le ricette locali delle valli cuneesi, perfezionandole per preservarle. Tutt’ora la distilleria conserva gli storici ricettari del cavalier Bordiga come patrimonio documentale da cui attingere per la produzione odierna. Nel 2009 l’ingegnere Pier Giovanni Bordiga ormai anziano cede l’attività di famiglia a quattro nuovi soci, tra i quali c’è Manuela Mattalia manager generale di Bordiga, figlia delle alpi e di raccoglitori di botaniche.

Il due valori primari della distilleria sono la lavorazione artigianale e la raccolta spontanea delle botaniche nelle Alpi Marittime e Cozie. La selezione delle erbe avviene grazie a esperti montanari che si occupano anche dell’attenta essiccazione. Il mestiere del raccoglitore si tramanda da genitore in figlio e fortunatamente ancora oggi questa praticità di insegnamento viene alimentata da chi, come Bordiga, si affida alla professionalità della valle. Lavorando con più di cento botaniche diverse i prodotti sono innumerevoli: vermouth, gin, genepy, genzianella, grappe, bitter, pastis e molti altri.

La bottiglia del bombardino Bordiga
La vista è un fattore importante e il modo in cui il prodotto si presenta è determinante. Ogni bottiglia di Bordiga è studiata nei minimi dettagli e quella del bombardino richiama il legame storico che esso ha con la montagna e gli sciatori. Le etichette sono create dall’agenzia di comunicazione Networkers Italia di Cuneo, la bottiglia è coprente e schermante per proteggere maggiormente il liquido dall’esposizione alla luce diretta. In Italia il bombardino di Bordiga è richiesto ovunque, dal Nord al Sud, all’estero è un prodotto che deve essere spiegato e raccontato, ma una volta assaggiato anche gli stranieri sentono la necessità di acquistarlo. Molti rifugi in provincia di Cuneo e Torino scelgono il bombardino Bordiga come marchio invincibile per le loro coppe arancioni e fumanti.

@Antica Distilleria Bordiga 1888

La storia di Spina Santa
L’Aspromonte Greco è un’area arida e soleggiata dove nonostante la siccità crescono piante dall’essenza inebriante. Qui molti anni fa lo storico Bruno Autelitano possedeva a Bova Superiore un gregge e, durante le varie transumanze per rivendere in paese il latte dei propri animali, era solito raccogliere le erbe spontanee che trovava lungo il cammino. Prima di coricarsi a letto, preparava degli infusi con bergamotto, alloro, finocchietto selvatico e radice di liquirizia. L’eredità di questa memoria olfattiva viene captata dal figlio di Bruno, Antonino Autelitano detto Nino, che brevetta ufficialmente l’amaro Kaciuto, conosciuto per le sue spiccate proprietà digestive. Dal 1996 La Spina Santa inizia a specializzarsi sempre di più nella produzione di liquori artigianali e nel 2009 Antonino inventa il Bergotto, prima bevanda gassata con succo di bergamotto in tutto il commercio italiano.

La guida odierna
Dal 2022 La Spina Santa è condotta dal giovanissimo Bruno Autelitano figlio di Antonino, scomparso troppo presto alcuni anni fa. Nonostante le difficoltà iniziali, grazie agli insegnamenti del padre a soli 23 anni Bruno sta facendo conoscere la società di famiglia in tutto il mondo. Il suo entusiasmo giovanile si è tradotto fin da subito nella realizzazione di nuove proposte beverine, mentre la sua serietà si è espressa nel mantenimento di una filiera corta calabrese.

Bruno Autelitano @Azienda La Spina Santa

La bottiglia del Kaciuto
La nuova bottiglia del Kaciuto è l’esaltazione del sacrificio e della bellezza geografica in cui l’azienda ha sede. Bruno ha voluto modificare l’etichetta inserendo l’immagine della Rocca Bianca di Bova Marina, simbolo affettivo della famiglia. Sul fronte della bottiglia troviamo il volto stilizzato di suo padre Antonino e nel retro la fotografia di nonno Bruno in sella al suo asino. Il giovane imprenditore ha ampliato l’agrumeto famigliare che conta oggi mille piante di bergamotto e intorno al terreno sono state piantate anche delle siepi d’alloro – per proteggere gli agrumi dal vento – dalle quali vengono prelevate le foglie per il Kaciuto.

Nonostante i 1.300 chilometri che le separano, queste due realtà aziendali sono l’esempio lampante di come ogni cosa che gustiamo quotidianamente abbia una storia da sorbire, sia in inverno che in estate. Serve solo decidere in che atmosfera condividerla.

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