Ovvietà che non lo sonoMa tu lo sai come si mangia il panettone? 

Decalogo di degustazione del panettone, nato da una sessione tecnica con pasticcieri e stampa specializzata. Le regole sono semplici e pensate per guidare chiunque a riconoscerne la qualità, ma possono tornare utili per chiunque voglia fare bella figura nei consessi di famiglia

Foto di Gaia Menchicchi, panettone di Olivieri 1821

Tutti i professionisti che si rispettano e che degustano il panettone hanno le idee chiare e seguono una serie di regole precise e condivise. Se volete fare i raffinati durante le occasioni di famiglia, ecco come riuscirci da veri professionisti.

1.Valutazione visiva – La prima impressione conta: la crosta deve essere dorata e uniforme, senza bruciature. L’alveolatura interna (i “buchi”) deve essere regolare e ben distribuita, segno di lievitazione corretta. Anche canditi e uvetta devono essere presenti in modo equilibrato. Il pirottino ben aderente all’impasto e la cupola perfettamente tonda fanno la differenza.

2.Valutazione olfattiva – Il profumo rivela freschezza e qualità. Si cercano fragranza naturale, genuinità delle materie prime, ricchezza di aromi dati dal lievito madre e dalla lunga lavorazione, finezza nell’equilibrio tra vaniglia, burro e frutta. Sentori di rancido o di vanillina sono sintomo di poca abilità nella gestione del prodotto o di scelta scorretta delle materie prime.

3.Valutazione tattile – Al tatto e al palato il panettone deve essere leggero e vaporoso, mai gommoso. Strappando una fetta, la pasta deve “sfilarsi” in filamenti morbidi, indice di corretta lavorazione: si dice “sfioccare” se volete usare il termine più corretto. La consistenza deve portare il boccone a sciogliersi in bocca, senza secchezza.

4.Valutazione gustativa – In bocca deve prevalere l’armonia: dolce, acido, amaro e salato devono essere bilanciati. Canditi e uvetta devono integrarsi senza coprire il gusto complessivo.

5.Valutazione esperienziale – Infine si guarda all’insieme: coerenza tra ciò che si vede, si annusa, si tocca e si assaggia. Se ogni elemento mantiene la promessa, il panettone diventa memorabile. La capacità di lasciare un ricordo nitido dell’assaggio è l’ultimo parametro di qualità.
Bonus track: ti è piaciuto? È il tuo panettone. E se altri dicono il contrario, tu scappa con la tua fetta.

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