Repressione trumpianaLa polizia anti immigrazione di Trump ha ucciso una cittadina americana bianca di 37 anni

L’omicidio è avvenuto durante una maxi operazione federale dell’Ice che ha schierato circa duemila agenti nella città del Minnesota. Le autorità locali chiedono il ritiro degli agenti, mentre Washington difende l’intervento

AP/Lapresse

Un agente federale dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) ha ucciso a Minneapolis Renee Nicole Good, una cittadina americana, bianca, di trentasette anni. La notizia è stata confermata dal Dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti. Secondo quanto ricostruito dal New York Times, l’omicidio è avvenuto in un quartiere residenziale della zona sud della città, a circa un miglio dal luogo in cui nel 2020 fu ucciso George Floyd. Le persone arrivate sul posto hanno visto un’area transennata con un gran numero di agenti dell’Ice all’incrocio tra 34esima e Portland Avenue.

Dai video che circolano sui media locali e sui social si vedono due agenti federali dell’Ice che cercano di far uscire una donna da un veicolo che blocca parzialmente un incrocio. La donna alla guida inizia una retromarcia, poi avanza. Un terzo agente estrae una pistola e la punta contro la donna, e spara tre volte.

L’ufficio della senatrice democratica Tina Smith ha fatto sapere che la persona uccisa era la moglie di un noto attivista, mentre la deputata Ilhan Omar, che rappresenta il distretto interessato, l’ha definita una “osservatrice legale”. La versione ufficiale del governo federale è però diversa: una portavoce del Dipartimento per la Sicurezza interna ha sostenuto che la donna avrebbe «usato il suo veicolo come un’arma», tentando di investire gli agenti. Questa ricostruzione, scrive il New York Times, non ha potuto essere verificata in modo indipendente.

L’operazione dell’Ice rientra in una massiccia offensiva anti-immigrazione avviata in Minnesota, che prevede il dispiegamento di circa duemila agenti federali e potrebbe durare settimane. Subito dopo l’episodio, nella città sono scoppiate proteste in strada, mentre le autorità locali – del Partito Democratico – hanno chiesto il ritiro immediato degli agenti federali.

Il governatore del Minnesota Tim Walz ha invitato alla calma, mentre il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha accusato apertamente l’amministrazione Trump di aver creato una situazione esplosiva: «La presenza degli agenti federali sta causando caos nella nostra città. Chiediamo all’Ice di andarsene immediatamente». Su X gli ha risposto Elon Musk, proprietario della piattaforma, insultandolo e dandogli dell’ignorante.

Secondo Kristi Noem, Segretaria della Homeland Security degli Stati Uniti, «si è trattato di un atto di terrorismo interno». Gli agenti dell’Ice, ha detto, «sono rimasti bloccati nella neve. Stavano cercando di uscire con il loro veicolo, quando una donna li ha aggrediti, insieme a chi li circondava, e ha cercato di investirli». Ma il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, in conferenza stampa ha smentito l’ipotesi dell’autodifesa, ribadendo come avvertiva da giorni che gli agenti dell’Ice non sono a Minneapolis per proteggere la comunità, «sono qui per diffondere caos». E ha aggiunto: «All’Ice dico: levatevi dalle palle, non vi vogliamo a Minneapolis». Al termine della conferenza, Frey si è rivolto direttamente ai cittadini: «Capisco la rabbia, ma dobbiamo unirci attorno alla speranza, all’amore, alla pace e al raggiungimento della giustizia».

AP/Lapresse

L’operazione dell’Ice è stata giustificata da Washington come una risposta a presunte frodi nei sistemi di welfare statali e ha colpito in particolare la comunità somala, molto numerosa a Minneapolis. Nelle ultime settimane Trump ha usato toni durissimi contro gli immigrati somali, definendoli pubblicamente «spazzatura». Minneapolis e la città gemella St. Paul sono in stato di allerta da diverse ore, cioè da quando il Dipartimento della Homeland security ha annunciato l’avvio dell’operazione.

La procuratrice della contea di Hennepin, Mary Moriarty, ha chiesto un’indagine locale indipendente per garantire «piena trasparenza». Secondo il New York Times, dall’inizio del nuovo mandato di Trump si sono verificati almeno dieci episodi di sparatorie che hanno coinvolto agenti federali impegnati in operazioni sull’immigrazione.

Minneapolis è stata suo malgrado teatro di alcuni dei disordini più accesi della recente storia americana, soprattutto nel 2020, dopo l’uccisione di George Floyd da parte della polizia. Le autorità locali hanno chiesto calma e pace nelle ore e nei giorni a venire. «La gente sarà sconvolta per quello che è successo», ha detto il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, «e vorrà esercitare i propri diritti garantiti dal Primo Emendamento. Ma vi prego di farlo in modo sicuro e legale, per garantire che non si verifichino ulteriori tragedie o distruzioni in città».

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