Storie che restanoAmbra Sabatini racconta la sua avventura alla Triennale, tra sport, cadute e nuovi inizi

Lunedì 16 febbraio a Casa Italia la proiezione del docufilm “A un metro dal traguardo” e l’incontro con la campionessa paralimpica, il regista Mattia Ramberti e Pierluigi Pardo. Un appuntamento che intreccia sport, resilienza e sicurezza stradale, tema di cui Ambra è testimonial per Autostrade per l’Italia

Lapresse

La storia di Ambra Sabatini è una delle più forti dello sport italiano contemporaneo. Non solo per le medaglie vinte, ma per il percorso che l’ha portata, dopo un incidente stradale nel 2019 e l’amputazione della gamba sinistra, a conquistare l’oro paralimpico nei 100 metri a Tokyo e a riscrivere il record mondiale della categoria T63.

Lunedì 16 febbraio alle ore 16:00, negli spazi di Casa Italia alla Triennale di Milano (Viale Alemagna), sarà proiettato il docufilm “Ambra Sabatini – A un metro dal traguardo”, diretto da Mattia Ramberti. A seguire, ci sarà un dialogo con la campionessa, il regista e il giornalista Pierluigi Pardo. Sarà un momento di confronto su ciò che accade quando la vita si spezza e, contro ogni previsione, si ricompone.

Nel 2019 Ambra Sabatini aveva diciotto anni e correva il mezzofondo. Un incidente stradale, mentre si recava all’allenamento, le cambia la vita: la gamba sinistra non può essere salvata. Nel docufilm racconta quei momenti con lucidità disarmante: «Avevo tanto caldo alla gamba e l’asfalto era bollente. La gamba è rimasta incastrata insieme al ginocchio nel montante dell’auto. Volevo urlare ma non usciva la voce».

La sua più grande preoccupazione, dice, era che potesse arrivare un altro veicolo. I soccorsi arrivano in tempo. Pochi mesi dopo, Ambra torna in pista. Cambia disciplina, passa alla velocità. E nel 2021, a soli diciannove anni, conquista l’oro nei 100 metri T63 alle Paralimpiadi di Tokyo, stabilendo anche il record mondiale.

Il docufilm segue la sua preparazione, gli allenamenti, le paure, gli infortuni, fino alle sfide più recenti. Non è un racconto costruito sulla retorica del riscatto, ma un percorso fatto anche di dubbi e inciampi, come quello vissuto a Parigi, quando una protesi difettosa le è costata una medaglia. Prodotto da Giffoni Innovation Hub e Blackbox Multimedia in collaborazione con Autostrade per l’Italia, il docufilm nasce anche con una finalità educativa: parlare ai giovani di resilienza, inclusione e consapevolezza. Non a caso è stato pensato come strumento di sensibilizzazione per le scuole e ha ottenuto il patrocinio di istituzioni sportive e culturali.

Ambra Sabatini è da anni testimonial delle campagne di sicurezza stradale promosse da Autostrade per l’Italia in collaborazione con la Polizia di Stato. Un impegno che non ha nulla di astratto: la sua storia personale rende il messaggio immediato, concreto. Nella campagna “Guida senza rischi” ha prestato la propria voce per ricordare che «nessuna scusa, nessun messaggio, nessuna meta valgono il rischio».

La presenza alla Triennale non sarà quindi solo quella di un’atleta che racconta una vittoria, ma di una giovane donna che ha trasformato un trauma in responsabilità pubblica. Lo sport, in questo caso, diventa linguaggio universale per parlare di attenzione, rispetto delle regole, valore della vita.

Dopo la proiezione, Ambra Sabatini dialogherà con il regista Mattia Ramberti e con Pierluigi Pardo, in un confronto che promette di andare oltre il racconto sportivo per toccare temi come identità, determinazione e sicurezza. Per partecipare è necessario compilare il form dedicato (disponibile attraverso i canali ufficiali dell’iniziativa). L’ingresso è aperto fino a esaurimento posti.

X