Meglio del previstoBanco Bpm chiude il 2025 con utile netto oltre i due miliardi e dividendo confermato

La banca supera le attese e si avvicina agli obiettivi del piano 2027. Confermata la strategia di crescita e distribuzione ai soci, nonostante la situazione geopolitica incerta e l’ingresso di Crédit Agricole nel capitale

Lapresse

Banco Bpm ha chiuso il 2025 con un utile netto di 2,08 miliardi di euro, superando la guidance di inizio anno e avvicinandosi al target di 2,15 miliardi previsto per il 2027. Il risultato consente alla banca di confermare un dividendo complessivo di 1 euro per azione, comprendente l’acconto già pagato nel novembre 2025, per un controvalore totale di circa 1,51 miliardi di euro.

L’esercizio è stato caratterizzato da un contesto macroeconomico globale complesso, segnato dalle tensioni in Ucraina e Medio Oriente e dalle politiche commerciali degli Stati Uniti. Nonostante ciò, Banco Bpm ha registrato ricavi operativi in crescita del 4,4 per cento a 5,95 miliardi, sostenuti soprattutto dalle commissioni (+21,4 per cento), a fronte di un calo del margine di interesse (-9,1 per cento) dovuto alla dinamica dei tassi.

Sul fronte patrimoniale, il Cet1 ratio pro forma sale al 13,76 per cento, ben al di sopra della soglia minima del piano strategico, grazie alla generazione di capitale interna. La qualità del credito resta solida, con un Npe ratio netto pari all’1,22 per cento e un costo del credito contenuto a quaranta punti base.

L’anno 2025 ha visto il completamento dell’acquisizione del controllo di Anima Holding, con una partecipazione complessiva dell’89,95 per cento del capitale, rafforzando il modello di business basato sulle fabbriche prodotto assicurative e di risparmio gestito. La banca ha inoltre continuato a emettere strumenti di capitale e obbligazioni Esg, consolidando il suo impegno nella finanza sostenibile, con 7,6 miliardi di euro erogati a progetti green e Social Bonds per 1,75 miliardi.

Sul fronte azionario, Banco BPM resta una public company, pur con un azionista di peso come Crédit Agricole, recentemente salito al 20,1 per cento del capitale con possibilità di arrivare al trenta per cento. Il ceo Giuseppe Castagna ha rassicurato che la governance resterà indipendente e che l’ingresso di Crédit Agricole non influenzerà il funzionamento ordinario del consiglio di amministrazione. La Bce sta analizzando le modifiche statutarie proposte per garantire il rispetto delle regole antitrust e dei conflitti di interesse.

Per il 2026, la banca prevede di mantenere una redditività elevata e sostenibile, con margini positivi dai prodotti di investimento e dal credito, beneficiando delle sinergie con Anima e della progressiva digitalizzazione dei processi. Il management conferma così gli obiettivi di distribuzione agli azionisti e la capacità di generazione di capitale, nonostante le nuove misure fiscali previste dalla Legge di Bilancio.

Banco Bpm mantiene inoltre un profilo resiliente nei rating di credito, con tutti i principali giudizi aggiornati a outlook positivo o stabile, consolidando lo status investment grade. Sul fronte Esg, cresce la presenza femminile in posizioni manageriali (trentatré per cento) e il personale formato su tematiche di sostenibilità, mentre le emissioni di bond green e social superano gli obiettivi triennali di piano strategico.

In sintesi, il 2025 si chiude per Banco Bpm come un anno di redditività record, rafforzamento patrimoniale e continuità strategica, in grado di affrontare con solidità sia le sfide del mercato sia i cambiamenti nel capitale azionario.

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