
Andrius Kubilius, commissario europeo per la difesa e lo spazio, è intervenuto all’evento organizzato, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, da Linkiesta e dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia e con il Congresso nazionale delle associazioni ucraine in Italia. Ecco il suo intervento.
Oggi ricordiamo quattro anni di invasione, quattro anni di coraggiosa resistenza, di fronte a una brutalità crescente. Non riuscendo a sconfiggere i soldati ucraini, la Russia prende invece di mira le città e i civili dell’Ucraina. Rendiamo omaggio al coraggio dei soldati ucraini e all’eroismo quotidiano del popolo ucraino.
Ma sono gli stessi ucraini a dirlo: non mandateci solo belle parole, mandateci armi, mandateci sostegno. Dunque, dobbiamo commemorare non solo con le parole, ma anche con i fatti.
L’anno scorso l’Unione europea è diventata il principale sostenitore dell’Ucraina a livello mondiale. Abbiamo concordato un nuovo prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina, di cui 60 miliardi destinati alla difesa. E gli Stati membri possono acquistare armi con l’Ucraina, dall’Ucraina, per l’Ucraina, utilizzando i 150 miliardi di euro di prestiti per la difesa SAFE garantiti dal bilancio dell’Unione europea. Le nostre aziende della difesa collaborano strettamente con quelle ucraine nell’ambito del Fondo europeo per la difesa e di iniziative come BravetechEU.
Presto intraprenderò un “tour missilistico” con gli Stati membri e l’industria per accelerare la produzione di missili per l’Ucraina e per le nostre scorte. Integreremo le nostre industrie della difesa, affinché l’Ucraina possa beneficiare delle economie di scala europee.
E possiamo imparare dall’Ucraina.
L’anno scorso è stato anche l’anno in cui i droni ucraini hanno fermato l’avanzata russa. Hanno respinto la marina russa nel Mar Nero e decimato la flotta di bombardieri strategici russi. Dobbiamo imparare dall’Ucraina come combattere con i droni e come costruire un’industria della difesa che abbia l’innovazione al centro.
L’anno scorso abbiamo anche imparato che l’Europa deve diventare indipendente nella propria difesa, ed è ciò che faremo: costruire una prontezza europea in materia di difesa. Un’Europa forte in una Nato forte.
E possiamo farlo solo insieme all’Ucraina. Nessun esercito o industria in Europa sa cosa significhi combattere una guerra contro una Russia aggressiva e temprata dal campo di battaglia. Solo l’Ucraina.
Dobbiamo porci la domanda: possiamo affrontare un esercito russo esperto senza l’Ucraina? Senza le sue forze armate temprate dalla guerra e la sua industria della difesa innovativa?
In Europa guardiamo con ammirazione al coraggio dell’esercito ucraino e alla resistenza del popolo ucraino, una luce luminosa di ispirazione.
Ma non lasciamoci accecare: la Russia non è interessata alla pace. L’Ucraina ha ancora un disperato bisogno del nostro sostegno per la propria difesa, la propria libertà, la propria sopravvivenza come nazione. La Russia non può vincere questa guerra, ma solo se continueremo il nostro sostegno, se rafforzeremo il nostro sostegno all’Ucraina, per la difesa dell’Ucraina e dell’Europa.
E se lo faremo, sono certo che prevarremo.
Slava Ukraini.