
I giornali di tutto il mondo sottolineano con comprensibile sconcerto il significato del discorso tenuto dal segretario di Stato americano Marco Rubio ieri in Ungheria, dove è corso a sostenere nel modo più esplicito e clamoroso la rielezione di Viktor Orbán, vale a dire del principale alleato di Vladimir Putin nel continente, alfiere del populismo antieuropeo e della «democrazia illiberale», contro Péter Magyar, che si propone al contrario di ricostruire la relazione con l’occidente e gli altri partner dell’Unione europea.
Questo per dire quanto stia a cuore all’Amministrazione Trump l’unità dell’occidente. Sarei tentato dunque di concludere domandando provocatoriamente a Giorgia Meloni, che dell’unità dell’occidente si riempie la bocca ogni giorno, anche per giustificare i suoi ripetuti inchini a Trump (da ultimo sul grottesco Board of Peace), con chi si schieri alle elezioni ungheresi. Ma è una domanda cui la nostra presidente del Consiglio ha già implicitamente risposto, partecipando a un video di propaganda elettorale per Orbán.