Mentre emergono sempre nuovi e sempre più inquietanti particolari sulla bisteccheria di cui erano soci diversi esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (società che per la procura, leggo sul Corriere della sera, «aveva fin dalla sua nascita la funzione di riciclare denaro per il clan camorrista») mi sovviene un ricordo: quello delle furiose polemiche, ai tempi del governo Gentiloni, sul complotto dei sacchetti biodegradabili nei supermercati, con un costo per i consumatori oscillante, a seconda del supermercato, tra 1 e 3 centesimi a bustina.
Al riguardo Giorgia Meloni, che ha definito il caso Delmastro una semplice «leggerezza», si espresse con le seguenti parole: «Dal 1° gennaio 2018 è arrivata una nuova tassa voluta dal Pd: i sacchetti di plastica usati nei supermercati per frutta, verdura, ecc. sono a pagamento. A guadagnarci sarebbe, secondo alcune ipotesi di stampa, un’azienda molto vicina a Renzi e al Giglio magico. NON VOGLIO CREDERE CHE SIA VERO». Infatti non era vero. E tuttavia, ecco, se anche fosse stato vero, direi che quella si sarebbe forse potuta definire una leggerezza.
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