Parlamentarismo melonianoLa destra italiana è come «er gatto senza core» di Trilussa

Presidenzialisti quando c’è da fare promesse e prendere applausi. Ma appena si presenta un problema riscoprono tutto il valore della democrazia parlamentare

AP/LaPresse

Con adorabile nonchalance, non appena si presenta un problema spinoso, Giorgia Meloni si rifugia nella formula «deciderà il parlamento», o anche, come ha fatto ieri a proposito dell’eventuale utilizzo delle basi americane in Italia per la guerra in Iran, «noi insieme al parlamento»: come se in parlamento la maggioranza ce l’avesse qualcun altro.

Come se a decidere su questioni di tale portata fosse Giovanni Donzelli, e a lei come minimo toccasse affrontare una durissima discussione per convincerlo a darle retta, e va’ a sapere poi come andrà a finire.

La destra italiana è un po’ come «er gatto senza core» di Trilussa, che al compagno che gli chiedeva di dividere il pasto rispondeva no, no: «Io nun divido gnente co’ nessuno: fo er socialista quanno sto a diggiuno, ma quanno magno so’ conservatore». Loro sono presidenzialisti quando c’è solo da fare promesse e prendere applausi, ma appena si presenta un problema riscoprono tutto a un tratto il valore della democrazia parlamentare.

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