Città solidaleIl ristorante colpito dal tram va in trasferta per ricostruirsi

Dopo l’incidente che ha colpito un ristorante giapponese, distrutto dal tram uscito dai binari, la comunità si mobilita. Tre sere di servizio condiviso in Isola diventano un gesto concreto di sostegno e un racconto di appartenenza

Il piatto più amato dai milanesi è, senza alcun dubbio, il sushi, tanto che una battuta che va molto di moda in città dice che è il sushi e non il risotto alla milanese il piatto simbolo della città. Ultimamente qui si ama molto anche la scoperta di tutto quello che viene dal Giappone ma non è solo sushi, e Robatakan era da qualche mese una meta degli appassionati, che qui avevano trovato un porto sicuro dove gustare specialità nipponiche diverse e autentiche, in un ambiente piacevolissimo e con un’accoglienza che lasciava davvero colpiti. Nei giorni freddi in cui l’abbiamo provato la prima volta, rimanendone estasiati per la cottura magistrale alla “robata”, ci hanno coccolati fino all’uscita, dandoci dei piccoli scaldamani, caldi e profumati, per non soffrire una volta per strada. E se non ci fosse stato il tram che sferragliava proprio a pochi metri dall’ingresso ci avremmo messo qualche minuto per capire che eravamo davvero a Milano e non in qualche vicolo di Ginza.

È proprio quello stesso tram, purtroppo, ad aver messo uno stop a questo ristorante appena aperto: nel tragico incidente in cui hanno perso la vita due persone e ci sono stati moltissimi feriti, anche questo locale è stato colpito e sventrato.

Ma si sa che Milano ha il cuore in mano, e anche in questo caso la solidarietà della città non si fa attendere. Da poche ore sul profilo del ristorante è comparso un video di un collega ristoratore che informa tutti i clienti che per non sprecare gli ingredienti presenti e soprattutto per aiutare i proprietari e i lavoratori del ristorante, ha messo a disposizione il suo locale per accoglierli e cucinare insieme. Il ricavato andrà al ristorante per la ricostruzione, che speriamo avvenga in tempi rapidi e ci renda uno dei luoghi più interessanti della recente scena gastronomica cittadina.

L’appuntamento è in Isola, da Ramen Bar Akira, dove sono state organizzate tre serate di servizio speciale, venerdì, sabato e domenica, con l’obiettivo dichiarato di sostenere il locale colpito dall’incidente. Un gesto semplice: accogliere, cucinare, servire, condividere. Ma dentro quella semplicità c’è un’idea precisa di città.

Milano è abituata a trasformare le crisi in occasioni di rete. Nel mondo della ristorazione, dove la competizione è spesso feroce, vedere un’insegna aprire le proprie cucine per aiutare un’altra racconta una maturità diversa, che contribuisce a costruire il paesaggio culturale urbano.

Il cibo, quando smette di essere solo consumo, diventa infrastruttura sociale. Un piatto, in questo caso, vale molto più del suo prezzo in carta: può essere un modo per dire “questa storia ci riguarda”. E in una città attraversata da tram, cantieri e accelerazioni continue, forse è proprio attorno a un tavolo che si ritrova la misura umana delle cose.

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