
Manca pochissimo alla Florence Cocktail Week e quest’anno il brindisi è d’obbligo. Una delle manifestazioni più importanti per il bere miscelato italiano compie infatti i suoi primi dieci anni. Un appuntamento ormai diventato parte consistente del calendario di attività cittadine, percepito da fiorentini, toscani, e turisti e che dal 16 al 22 aprile animerà le vie della città di Firenze. «Ogni anno mi dico che sarà la mia ultima volta e poi invece il calore e l’affetto che riceviamo è veramente troppo per poter mollare il passo». Sono le parole di Paola Mencarelli, ideatrice, fondatrice e mente vulcanica dietro questo il progetto, che nel corso degli anni non ha mai smesso di guardarsi intorno né di guardare avanti. Non a caso siamo riusciti a intercettarla prima della kermesse per farci raccontare quanto è cambiato e che cosa nello specifico, dal 2016 a oggi.
Il primo anno i cocktail bar coinvolti erano solo tredici. Oggi si contano oltre settanta insegne, fra Selected Bar e Event Partner e un numero di bartender cresciuto in modo esponenziale, a testimonianza di come la manifestazione abbia contribuito in maniera concreta allo sviluppo, alla visibilità e alla professionalizzazione della community italiana della mixology. Un percorso costruito, dove le relazioni sono state – e continuano ad essere – il tesoro più importante. «Ti garantisco che quando abbiamo iniziato, nonostante il mio obiettivo sia sempre stato quello di coinvolgere gli hotel e loro bar, la sfida più grande è stato proprio trovare delle strutture pronte e con una mentalità aperta a questo tipo di collaborazione. A distanza di anni, la mia soddisfazione più grande risiede esattamente qui, nell’aver completamente ribaltato questa proporzione e nell’aver aperto alla città e ai cittadini strutture magnifiche – con altrettanti staff incredibili – alla frequentazione di tanti appassionati. Abbiamo portato fuori dai classici contesti di nicchia e d’élite il cocktail di qualità, il servizio secondo la modalità dei grandi alberghi e il savoir fair di gruppi di stampo internazionale. Dall’Atrium Bar, che è stato uno dei nostri primi punti di riferimento, fino al St. Regis e poi a seguire tutti gli altri».
Il filo conduttore di Florence Cocktail Week 2026 sarà la valorizzazione della comunità dei bartender locali e italiani, in Italia e all’estero. Per l’edizione del decennale, tutte le guest coinvolte negli eventi saranno dedicate a bartender italiani o bartender italiani che lavorano fuori dai confini nazionali. Un processo che in qualche modo era già stato avviato l’anno scorso, sotto il nome di Barkeeper, proprio per far sì che voce, risalto e visibilità in occasione dell’arrivo in città di tanti ospiti internazionali, sia di fatto data al tessuto italiano e locale di professionisti. Ora più che mai – con un settore anche in forte contrazione – i riflettori sono per le insegne del posto, per il know how dei nostri staff e la valorizzazione della capacità innata – e tutta italiana – di creare un modello di hospitality riconoscibile ed esportabile in tutto il mondo.
«Quest’anno ho voluto mettere al centro di Florence Cocktail Week le persone e i loro percorsi professionali, raccontando visioni nate in contesti diversi, ma unite da una matrice culturale comune: l’identità della mixology italiana capace di dialogare con il mondo» spiega Mencarelli. «Con Florence Cocktail Week 2026 vogliamo mettere al centro la comunità dei bartender italiani, in una città unica come Firenze, che da sempre rappresenta un ponte tra culture».
Laureta in lettere, un master in giornalismo, comunicazione e critica gastronomica, Paola ha costruito nel tempo un progetto articolato, con un team affezionato e molto giovane alle e uno spiccato senso di marketing coltivato interamente sul campo. Dal 2021 infatti la manifestazione è stata esportata anche a Venezia, città che ha voluto fortemente che le energie e le sinergie del modello toscano arrivassero in Laguna, e che oggi ringrazia per questa scelta. Nel 2022 si è aggiunta Cortina, con la prima edizione della Mixology Cup sugli sci e infine nel 2024 Amalfi, con un’edizione piuttosto singolare – e di non banale organizzazione – che ha visto coinvolte le migliore strutture della Campania e della Costiera.
«La parte che ha funzionato meglio di questo modello è stato fin da subito l’opportunità di sinergia e relazioni fornita dalla Cocktail Week. Tanto per le aziende che ci supportano, quanto per i bar che entrano nel circuito (a titolo gratuito), lo scambio di contatti, nomi, persone ha fatto sì che ci fosse un interesse reciproco da subito molto forte, un commitment verso l’evento meglio direzionato, e una partecipazione attiva da entrambe le parti. Le aziende hanno massima libertà di scegliere i bar o gli hotel bar verso i quali possono sentire maggiore interesse, non mettiamo vincoli da questo punto di vista e anzi le supportiamo con un apparato di comunicazione ormai rodato e decisamente più ampio di molte altre manifestazioni». In una fase in cui il marketing territoriale per le aziende è vitale, dalla piccole alle grandi realtà, la partecipazione alle manifestazioni di settore è giustificata e sentita se riesce a creare un sistema virtuoso per tutti gli operatori, e a quanto pare la FCW ci è riuscita molto bene nel corso del tempo.
«Con la scusa dei dieci anni abbiamo fatto anche un libro!» racconta la fondatrice. «“Cocktails in Florence” è la nuova guida dedicata ai cocktail bar migliori della città, realizzata con Gruppo Editoriale (casa editrice fiorentina) per raccontare la scena locale. Una sorta di viaggio tra drink iconici, approfondimenti storici, ingredienti del posto, contaminazioni che creano un racconto attraverso la cultura del bere di Firenze». Il programma completo dell’evento è sul sito ufficiale. Dalle masterclass agli incontri, dalle serate in pizzeria o al ristorante dove provare abbinamenti con drink alcolici e analcolici, ai premi, alle guest shift, ai cocktail dedicati, ai libri… Come sempre, ci aspetta una settimana affollata in quel di Firenze, ci vediamo lungarno!
