UnanimitàIl Consiglio europeo ha prorogato per un altro anno le sanzioni alla Russia

Bruxelles vuole aumentare la pressione sulle entrate russe, dalla flotta ombra al settore bancario, mentre prepara un ruolo più coordinato in eventuali contatti diplomatici. Zelensky chiede gas, carburante e almeno trecento missili antibalistici per proteggere le infrastrutture nei mesi più freddi

LaPresse

I leader dell’Unione europea hanno deciso di prorogare per altri dodici mesi le sanzioni contro la Russia e hanno promesso nuovo sostegno all’Ucraina. La decisione è stata presa al Consiglio europeo di Bruxelles, aperto con la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e poi proseguito tra i capi di Stato e di governo dei ventisette paesi membri. È la prima volta che l’Unione europea rinnova le misure restrittive contro Mosca per un anno intero, invece che per il consueto periodo di sei mesi. Nei giorni precedenti al vertice l’Ue aveva già adottato nuove misure contro le entrate energetiche russe, il complesso militare industriale, la cosiddetta flotta ombra usata per aggirare le restrizioni e persone accusate di sostenere lo sforzo bellico russo e operazioni ibride contro l’Europa.

Secondo le conclusioni del Consiglio europeo, l’Unione continuerà a sostenere l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti. I leader hanno ribadito che una pace duratura non può essere decisa senza l’Ucraina e che qualunque soluzione dovrà rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. 

Il tema diplomatico è stato uno dei punti più delicati della riunione. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha sostenuto che l’Unione deve essere pronta ad assumersi le proprie responsabilità quando esisteranno le condizioni per un contatto con la Russia, con l’obiettivo di contribuire a una pace giusta e duratura che tuteli anche gli interessi europei. Fonti europee hanno riferito di brevi contatti esplorativi avviati a livello diplomatico con Mosca, precisando che non si è trattato di negoziati formali né di uno scambio sostanziale.

Zelensky ha insistito sulla necessità che l’Europa sia presente in qualunque futuro processo negoziale. Ha detto che non possono esserci colloqui con la Russia senza l’Europa e ha avvertito che contatti disordinati o non coordinati con Mosca rischierebbero di favorire Vladimir Putin. «Putin è la guerra», ha detto il presidente ucraino, chiedendo che pressione e diplomazia procedano insieme per cercare di concludere il conflitto prima dell’inverno. 

Il Consiglio europeo ha escluso però una normalizzazione dei rapporti con Mosca finché non ci sarà una pace giusta e duratura. Questo riguarda anche la partecipazione russa a competizioni sportive internazionali ed eventi culturali. I leader hanno condannato il sostegno militare fornito alla Russia da Iran, Bielorussia, Corea del Nord e altri paesi, oltre al dispiegamento di forze nordcoreane contro l’Ucraina.

Il presidente ucraino ha avvertito che, se la guerra continuerà fino all’inverno, Kyjiv avrà bisogno con urgenza di aiuti per proteggere il proprio sistema energetico. Zelensky ha chiesto un pacchetto di sostegno che includa aiuti energetici, in particolare gas, diesel e benzina, e almeno 300 missili antibalistici per affrontare tre o quattro mesi di possibili attacchi massicci. Ha spiegato che Kyjiv non può sapere quali infrastrutture saranno colpite nei prossimi mesi e ha chiesto ai leader europei di prepararsi subito, senza rinvii.

Zelensky ha chiesto anche un uso rapido dei 6 miliardi di euro del Fondo europeo per la pace, sbloccati dopo mesi di difficoltà politiche. Secondo il presidente ucraino, quei fondi dovrebbero essere impiegati per strumenti già dimostratisi efficaci nella guerra, tra cui difesa aerea, munizioni a lungo raggio e capacità utili a proteggere vite e infrastrutture energetiche.

Sul piano militare e finanziario, i leader hanno confermato l’impegno a fornire sostegno di lungo periodo alla difesa ucraina. Hanno chiesto consegne più rapide di sistemi di difesa aerea, munizioni, droni e missili, e una cooperazione più stretta tra le industrie della difesa europee e ucraine. Hanno anche sostenuto il primo esborso, entro la fine di giugno 2026, del prestito per il periodo 2026 e 2027 previsto dalla Ukraine Facility, invitando gli Stati membri e i partner internazionali a contribuire a coprire le necessità finanziarie ancora aperte.

Per quanto riguarda il possibile ingresso ucraino nell’Ue, i leader europei hanno accolto con favore la conferenza di adesione del 15 giugno 2026 e l’apertura del gruppo negoziale sui fondamenti, il primo dei capitoli del processo di ingresso nell’Unione. Hanno anche espresso sostegno all’apertura degli altri gruppi negoziali, secondo il principio del merito e dell’avanzamento delle riforme.

Nel suo intervento, Zelensky ha chiesto che la partecipazione di Kyjiv ai vertici europei non resti solo simbolica e ha sostenuto che l’adesione all’Unione europea toglierebbe alla Russia una delle ragioni usate per destabilizzare l’Ucraina e il resto del continente. Ha detto che l’Ucraina è pronta alle riforme necessarie e ha chiesto l’apertura degli altri cinque gruppi negoziali nelle prossime settimane, indicando la presidenza cipriota come possibile momento politico per accelerare il processo.

Un altro punto emerso dal vertice riguarda la sicurezza interna dell’Unione. I leader hanno chiesto ulteriori lavori tecnici per applicare in modo efficace il divieto di ingresso nel territorio europeo per ex combattenti russi coinvolti nella guerra in Ucraina. Hanno anche condannato episodi che, secondo Bruxelles, mostrano l’estensione del rischio oltre i confini ucraini, tra cui la caduta di un drone russo carico di esplosivo su un edificio residenziale in Romania, le violazioni dello spazio aereo degli Stati membri e le minacce contro la presenza diplomatica europea in Ucraina.

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