Buio in salaLo streaming ha vinto la guerra della comodità, ma non ha cancellato il rito del cinema

Dai biglietti in calo ai sequel infiniti, l’industria cinematografica attraversa una trasformazione profonda. Nel nuovo episodio di “Scenari 2026”, il podcast di Linkiesta per Intesa Sanpaolo On Air, Andrea Fioravanti racconta perché il grande schermo continua a contare nell’era degli schermi piccoli

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«Io sono sempre grande. È il cinema che è diventato piccolo». La battuta è una delle più famose della storia del cinema. Viene da “Viale del tramonto”, il film del 1950 diretto da Billy Wilder, e la pronuncia Norma Desmond, ex diva del muto dimenticata dal pubblico e chiusa nella sua villa di Sunset Boulevard. Oggi quella nostalgia per una grandezza perduta e un certo senso del declino pervade l’industria cinematografica.

Molti accusano le piattaforme di streaming di aver incatenato il pubblico al divano, trasformando il film in uno dei tanti contenuti disponibili in catalogo, da guardare quando capita, magari con il telefono in mano. Ma il cinema è davvero destinato a diventare sempre più piccolo? Oppure sta cambiando forma, come ha già fatto molte volte nella sua storia? Nel terzo episodio di Scenari 2026, il podcast di Linkiesta per Intesa Sanpaolo On Air, Andrea Fioravanti racconta la guerra dell’intrattenimento tra grande, piccolo e piccolissimo schermo.

Puoi ascoltare l’episodio completo di Scenari 2026, il podcast di Linkiesta per Intesa Sanpaolo On Air, su Spotify: 

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