Allarme terrorismoHamas aveva un piano per portare il 7 ottobre nel cuore dell’Europa

Un’inchiesta della Neue Zürcher Zeitung ricostruisce una rete transnazionale che avrebbe preparato attentati contro obiettivi israeliani, ebraici e occidentali. Germania emerge come il principale hub logistico

Un uomo visita il luogo in cui, il 7 ottobre 2023, alcuni partecipanti al festival musicale Nova, nei pressi del kibbutz Reim, nel sud di Israele, sono stati uccisi e rapiti
AP/LaPresse

Per anni gli apparati di sicurezza europei hanno ritenuto che Hamas rappresentasse una minaccia diretta quasi esclusivamente per Israele. Le indagini condotte negli ultimi mesi tra Grecia, Germania, Austria, Danimarca e altri Paesi raccontano però uno scenario diverso: il movimento palestinese avrebbe costruito nel tempo una rete clandestina in Europa, con depositi di armi, cellule operative e piani per colpire obiettivi ebraici, israeliani e occidentali. È quanto emerge da un’inchiesta della Neue Zürcher Zeitung, che ricostruisce un mosaico investigativo sviluppato in diversi Stati europei.

Il caso da cui prende le mosse l’inchiesta è quello di Motasem, un cittadino egiziano di 37 anni di origine palestinese arrestato all’inizio di giugno ad Agios Nikolaos, sull’isola di Creta. Da poco lavorava come elettricista in un hotel di lusso, dove avrebbe trovato una copertura insospettabile. Secondo quanto ricostruito dalla Neue Zürcher Zeitung, nella sua abitazione di Atene la polizia greca ha sequestrato sostanze chimiche, una bilancia di precisione e altro materiale ritenuto compatibile con la fabbricazione di ordigni esplosivi. L’indagine era partita da una segnalazione delle autorità cipriote, che poche settimane prima avevano arrestato due palestinesi nei pressi di Larnaca, ritenuti in contatto con lui. Gli investigatori ritengono che il gruppo stesse preparando un attentato contro una nave da crociera israeliana che fa regolarmente scalo in Grecia.  Gli inquirenti ritengono inoltre che alcuni membri del gruppo si fossero addestrati in Malesia nel 2025, dopo un viaggio via Zurigo, Qatar e Indonesia, per apprendere tecniche di costruzione di ordigni.

Ma il caso greco sarebbe solo una parte di una rete molto più ampia. Dal 2025 la Procura federale tedesca ha disposto l’arresto di nove sospetti membri di Hamas tra Germania, Danimarca, Regno Unito, Austria e Cipro. Secondo il procuratore generale Jens Rommel il gruppo stava preparando attentati contro obiettivi ebraici o israeliani in Europa. Gli investigatori avrebbero anche trovato un video di rivendicazione già registrato e individuato una data prevista per l’attacco: il 7 ottobre 2025, secondo anniversario del massacro compiuto da Hamas in Israele.

Le indagini delineano anche una sofisticata rete logistica. Nell’estate del 2025 cinque pistole Glock sarebbero state trasferite dalla Danimarca a Vienna passando per Berlino. Più in generale, il network avrebbe movimentato almeno tredici pistole, un fucile d’assalto AK-47 e oltre novecento munizioni tra Scandinavia, Germania e Austria, sfruttando la Germania come principale snodo.

Secondo gli investigatori, tuttavia, la preparazione sarebbe iniziata ben prima del 7 ottobre 2023. Già nel 2019 Hamas avrebbe ordinato la creazione di depositi clandestini di armi in Bulgaria, Danimarca e Polonia. Nel febbraio 2023 una cellula con base a Berlino avrebbe ricevuto dal Libano l’ordine di recuperare quell’arsenale e preparare attacchi contro obiettivi ebraici, israeliani e americani, effettuando sopralluoghi anche presso l’ambasciata israeliana a Berlino, la base di Ramstein e altri siti sensibili. Gli investigatori ritengono che il coordinamento arrivasse dal Libano, dove alcuni membri della cellula avrebbero incontrato Khalil al-Kharraz, comandante delle Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas, ucciso da Israele nel 2023.

Hamas respinge ogni accusa e nega qualsiasi legame con gli arrestati, sostenendo che la propria attività armata riguardi esclusivamente il territorio palestinese. Una versione che Hans-Jakob Schindler, esperto del Counter Extremism Project, considera poco credibile alla luce dei rapporti personali emersi tra i sospettati e i vertici dell’organizzazione. Per Schindler, le prove raccolte mostrano come Hamas vedesse già prima del 7 ottobre l’Europa non soltanto come una base per raccolta fondi e supporto logistico, ma come un possibile teatro operativo. Un’evoluzione che, paradossalmente, potrebbe essere stata accelerata proprio dall’indebolimento del gruppo dopo la guerra a Gaza: colpire una capitale europea o una nave nel Mediterraneo garantirebbe infatti un impatto mediatico e politico ben superiore rispetto a nuovi attentati in Medio Oriente. Secondo l’inchiesta della Neue Zürcher Zeitung, è uno scenario con cui le autorità europee sono ormai costrette a fare i conti.

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