
In un sistema energetico sempre più complesso, attraversato da tensioni geopolitiche, crescita delle rinnovabili e nuove esigenze di sicurezza degli approvvigionamenti, leggere i dati diventa quasi importante quanto costruire le infrastrutture. È da questa esigenza che nasce Polaris, il nuovo osservatorio di Snam dedicato ai numeri, alle analisi e ai trend che raccontano l’evoluzione del sistema energetico italiano.
Disponibile online da oggi e pubblicato con cadenza mensile, Polaris si propone come uno strumento di monitoraggio pensato per offrire una fotografia aggiornata del ruolo del gas nel mix energetico nazionale e del funzionamento delle infrastrutture che ne garantiscono resilienza, flessibilità e continuità di approvvigionamento. Accanto all’edizione mensile, quattro volte l’anno il report ospiterà anche un approfondimento trimestrale dedicato a uno dei temi più rilevanti del momento.
L’obiettivo dichiarato è raccontare il sistema energetico con un formato agile e accessibile, mettendo a disposizione indicatori aggiornati sulla domanda di gas, sull’evoluzione dei consumi nei diversi settori economici, sul peso del gas nella generazione elettrica, sui flussi di importazione e sul contributo degli stoccaggi, in una prospettiva di energy integration, cioè di integrazione tra le diverse fonti energetiche e le relative infrastrutture.
Il primo numero prende in esame il secondo trimestre del 2026 e offre una fotografia di un sistema in cui le fonti fossili rappresentano ancora il settantuno per cento del mix energetico nazionale, mentre le rinnovabili continuano a crescere fino a coprire il ventitré per cento della domanda di energia primaria. In questo equilibrio, il gas naturale mantiene un ruolo centrale, rappresentando il trenta per cento del fabbisogno energetico italiano.
Uno degli elementi più interessanti messi in evidenza dal report riguarda il rapporto tra gas e fonti rinnovabili. Il secondo trimestre è stato caratterizzato da ondate di calore prolungate e da una produzione idroelettrica inferiore alle medie stagionali. L’aumento della domanda di elettricità, legato soprattutto al maggiore utilizzo dei sistemi di climatizzazione, ha richiesto una capacità di generazione flessibile che, secondo l’analisi di Polaris, è stata garantita dagli impianti alimentati a gas naturale. È un esempio concreto di come, nella fase di transizione energetica, le diverse tecnologie continuino a operare in modo complementare piuttosto che alternativo.
L’approfondimento trimestrale è invece dedicato al tema degli stoccaggi, considerati uno degli elementi chiave della sicurezza energetica italiana. Tra ottobre 2025 e marzo 2026 gli impianti di stoccaggio hanno erogato 9,5 miliardi di metri cubi di gas, coprendo il ventitré per cento della domanda nazionale durante la stagione invernale. Al 30 giugno il livello di riempimento aveva già raggiunto il sessantasette per cento della capacità disponibile, circa diciotto punti percentuali sopra la media europea, con l’Italia che si conferma il Paese con il maggiore volume di gas stoccato nel continente.
Non manca uno sguardo agli sviluppi più recenti dello scenario internazionale. Il report osserva, ad esempio, come le tensioni legate allo Stretto di Hormuz abbiano inciso soltanto sul mese di giugno, mentre nel complesso del semestre le importazioni di gas naturale liquefatto siano cresciute del cinque per cento, anche grazie al contributo della nuova FSRU di Ravenna.
Con Polaris, insoma, Snam non propone soltanto una raccolta di dati, ma un osservatorio destinato ad accompagnare nel tempo il dibattito sul sistema energetico italiano, offrendo una lettura periodica delle principali dinamiche che interessano domanda, approvvigionamenti, infrastrutture e sicurezza energetica. In una fase in cui la transizione procede intrecciandosi con nuove esigenze di resilienza e con un contesto geopolitico in continua evoluzione, disporre di strumenti di analisi continuativi può contribuire a comprendere meglio come cambia l’energia, e come cambia il Paese.