Ho sottoposto ai capi di GQ la mia recente e incontenibile passione per Smoosh, un gruppo di indie-rock formato da due bambine di Seattle, sì da due belle bambine: Asya di 13 anni e Chloe di 11. Con diffidenza i boss mi hanno detto: “Ok, prova a scriverne”. Prima che qualcuno chiami i carabinieri, devo promettere di non essere nel ramo pedofilia e di non aver mai avuto passioni per Cristina D’Avena. Ecco, quindi, le 9 ragioni per cui non riesco a togliere dal lettore “She like electric” (Pattern 25). Ma non c’è niente di razionale. C’è semplicemente che appena cominci non smetti più:
1) Asya scrive le canzoni, suona il piano e canta come una Kate Bush ancora più cerebrale. E isterica quasi come Janis Joplin.
2) Nelle canzoni più pop, Asya sembra un clone di Joni Mitchell e Tori Amos.
3) Chloe con la sua batteria dà ritmo come Topper Headon dei Clash.
4) Non sono pazzo: anche Eddie Vedder ha perso la testa per le due infanti. E le due bimbe qualche mese hanno aperto un concerto dei Pearl Jam. Si sono divertite un sacco. Nel backstage hanno giocato a tirare le arance a Eddie Vedder.
5) Il rap che ha per titolo “Rad” è incredibilmente sensuale (anche se il testo parla di una squadra di calcio: yes, le due bimbe giocano a soccer). Cat Power ne ha già fatto una cover.
6) Ascoltate “It’s cold”, “To walk away from” e “But now I know” e i bambini vi sembreranno i Coldplay.
7) Non compravo un disco punk da decenni (nel senso di decade, non di disco da bambini da dieci anni).
8) “She like electric” non è semplicemente punk. A volte sembra un disco dei Cure. A volte ricorda i Radiohead. A volte non lo so, ma mi piace da morire.
9) Tra un po’ Smoosh diventerà un trio. La terza sorella Maya, oggi ottenne, entrerà nel gruppo e suonerà il basso. Nel frattempo ha disegnato la copertina di “She like electric”, il più incredibile debut album degli ultimi tempi.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter