Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Caretto

Redazionalmente Caretto, inteso Ennio, è lo spericolato corrispondente da Washington del Corriere della Sera al cui paragone Vittorio Zucconi è più affidabile dell’Enciclopedia Britannica. Ogni volta che prende carta e penna, Caretto ne fa una più di Bertoldo. Ma, attenzione, a differenza di Zuccopycat non scrive editoriali, cioè opinioni personali, ma fredda cronaca (a sort of). Due esempi sono l’articolo di ieri e quello di sabato. Cominciamo da quest’ultimo, ove Red Car ha battuto il record mondiale di errori e imprecisioni per numero di righe. L’argomento è il Ciagate. Redazionalmente Caretto ha scritto che Lewis Libby “ha testimoniato davanti al gran giurì di essere stato autorizzato dai superiori a fornire informazioni ai media sulla presunta caccia di Saddam alle armi nucleari”. E fin qui (più o meno) va bene. Senonché Red Car di suo ha aggiunto queste parole: “Cioè a svelare loro il nome di Valerie Plame, l’agente della Cia sotto copertura”. Ovviamente non è vero. Non è una notizia, è una bufala. Fosse vero, sarebbe un terremoto politico, invece è soltanto una supposizione di Red Car. Poi, ha scritto ancora Caretto: “Il marito della Plame, Charles Wilson”. Peccato si chiami Joe. Ancora: “Svolse un’inchiesta in Niger dimostrando che Saddam non vi aveva cercato materiale atomico”. Non è vero. Wilson alla Cia ha riferito che i contatti per l’acquisto di uranio ci sono stati. Infine: “Libby è stato incriminato per aver svelato l’identità della 007”. Altra notizia falsa. Libby non è stato incriminato per questo reato, ma per ostruzione alla giustizia e falsa testimonianza.
Ieri Red Car ne ha fatta un’altra, a pagina 15, taglio basso. Titolo: “Tra i giovani neocon, che sognano un altro Reagan”. Si tratta di una conferenza di conservatori americani di cui ha parlato anche Il Foglio riprendendo fin dalla prima riga, ed esplicitamente, un articolo del Financial Times di lunedì (anche Red Car l’ha copiato dal Financial Times, però senza darlo a vedere). Primo sfondone di Red Car: non era affatto una conferenza di “giovani neocon”, un po’ perché i giovani neocon non esistono, un po’ perché era esattamente il contrario: una conferenza di giovani paleocon, o conservatori tradizionali. Ma Caretto vede neocon dappertutto, basta che uno abbia la faccia cattiva o la reputazione sporca e… zac, ecco a voi un terribile neocon. Scrive che “Newt Gingrich è uno degli apostoli dei neocon”, ma non è vero. Gingrich è un iper liberista, noto per il suo zelo nel voler tagliare la spesa pubblica e lo stato federale, al contrario dei neoconservatori che notoriamente difendono le conquiste sociali di Roosevelt e Johnson.
Continua Red Car: “Quando Ann Coulter, la vestale dei neocon, ha gridato…” eccetera. Altra cantonata di Red Car: Ann Coulter non è una neoconservatrice, è una conservatrice tradizionalissima, odia i neocon e su di loro fa battute e provocazioni un po’ antisemite: “Io una neocon? No, non sono ebrea”, ha detto al New York Observer. Per dirne un’altra: la Coulter è nota per aver riabilitato il senatore Joe McCarthy e i suoi tosti metodi da caccia alle streghe comuniste, mentre il padrino dei neoconservatori, Irving Kristol, neanche fosse il padrino anche di George Clooney lo considerava un “volgare demagogo” e un “fenomeno disgustoso”. Coulter ha dato di “weenies”, vigliacchetti, minchioni, ai repubblicani moderati, ma Caretto ha tradotto con “gattini”, un chiaro omaggio al mitico “gatto copione” con cui Zucconi tradusse “copycat”. Red Car per dare sostegno alla sua tesi “mamma li neocon” ha citato il Financial Times: “ ‘Essere neocon è divertente’, ha scritto il Financial Times”. Un falso. Il Financial Times ha scritto che è “cool” il “conservatism”, senza neo. Nell’articolo i neocon non sono mai citati, al contrario dei “social conservatives”, dei “libertarian conservatives” e dei “business conservatives”, cioè dei veri partecipanti alla Conferenza. Red Car ha ripetuto la sua macumba anti neocon per tutto l’articolo, fino a farvi rientrare Phyllis Schafly e Grover Norquist, due così distanti dai neocon che è come dire che Paola Binetti e Domenico Fisichella si candideranno con la sinistra. Ops.

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