Camillo di Christian RoccaRE: NO SUBJECT di Christian Rocca & Luca Sofri

Caro Christian, senti questa vigilia di primavera densa di promesse, gravida di speranze, ambasciatrice di cambiamento? Senti che qualcosa di nuovo sta per arrivare, a portarci via le delusioni delle stagioni precedenti, senti che la musica sta cambiando?
Già, lo sento anch’io.
Devono essere i nuovi dischi di Donald Fagen, di Van Morrison, di Morrissey (il suo migliore di tutti i tempi, ha anticipato l’Observer), di Josh Roues e Neko Case.
Oppure è qualcos’altro.

Caro Luca, magari è il ritorno di Rosi Bindi al governo, chi lo sa? Sono comunque giorni felici, happy days, come dice il titolo del fantastico libro di David Brooks sull’America. Ci sono due cose da dire su questo libro: Brooks racconta la grandezza della società americana attraverso i suoi tic (degli Usa, non di Brooks) in modo molto divertente, anche se talvolta a rischio Severgnini. La seconda cosa è che Happy Days, nella versione originale si intitola On Paradise Drive. Credo sia la prima volta che un titolo in inglese venga tradotto non in italiano, ma con un altro titolo in inglese.

Caro Christian, mi duole deluderti, ma sono sicuro che la sfacciataggine dei traduttori cinematografici abbia già compiuto misfatti del genere. Comunque, non vedo l’ora di leggerlo, questo libro di Mel Brooks di cui parli: spero ci siano sia Potsie Weber che Ralph Malph, e non solo Fonzie e Richie Cunningham. Magari me lo porto per addormentarmi la sera quando vado in California a visitare le vigne californiane sotto la guida di Al Stewart: di giorno si degusta e la sera lui canta “Year of the cat”. Se vuoi iscriverti sei ancora in tempo, si parte la settimana prossima.

Caro Luca, a me piacerebbe visitare quel che resta di New Harmony, una folle cittadina dell’Indiana fondata all’inizio dell’Ottocento da una setta di luterani tedeschi che aderiva alle strambe idee di un ricco filosofo britannico che si chiamava Robert Owen. L’ambizioso progetto era quella di creare “un nuovo tipo di società”, ”un “paradiso in terra”, un esperimento radicale che potesse creare “un uomo nuovo”. E’ fallita due anni dopo, ma è stato il primo esempio di comunismo realizzato. In America. Poi, grazieaddio, bandiera stelle e strisce l’ha trionfata.

Caro Christian, sto ascoltando questo disco che Morrissey ha registrato a Roma, dove viveva da un anno e nessuno ci aveva avvertito. Non so cosa ci abbia fatto, in quest’anno, visto che il repertorio di tipicità romane esibito nel testo del singolo è ancora tutto Dolce Vita: “Visconti”, “Magnani”, “Pasolini”, “Accattone” e via discorrendo. I maligni sostengono che abbia un debole per i vigili urbani della capitale, e che questo lo abbia distratto dal percepire la modernità della città. Ammesso che esista.

Caro Luca, mi sembra molto bello il disco di Francesco De Gregori. Avevo colpevolmente trascurato il suo precedente, Pezzi, e ho sbagliato perché contiene una canzone molto bella che si chiama La Luna nel secchio. Il nuovo cd mi piace davvero e mi pare che De Gregori migliori con gli anni anche se Calypsos ha un brano che sembra di Eros Ramazzotti. Malgrado ciò, “Per le strade di Roma” è bellissima. Ricorda meravigliosamente “Leaving New York” dei Rem, anche se con tutti quelle tiburtine, argentine e via frattine sembra Corrado Guzzanti quando cantava il Tuttocittà sfottendo Venditti.

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