Camillo di Christian RoccaIl prossimo Reagan?

New York. I conservatori americani potrebbero essere a un passo dal trovare il nuovo Ronald Reagan, proprio mentre la copertina del settimanale Time mostra una foto del quarantesimo presidente disperato e in lacrime per lo stato di salute della Right Nation, costretta a scegliere tra il quasi liberal, sulle questioni sociali, Rudy Giuliani e il poco fedele all’ortodossia di partito John McCain. Il nuovo potenziale Reagan si chiama Fred Thompson. Come le due star del partito, Thompson ha grande appeal su moderati e indipendenti, ma a differenza dei due candidati è in grado di elettrizzare la base repubblicana, anche grazie a carisma e qualità oratorie che, secondo l’opinionista John Podhoretz, recentemente si sono viste soltanto in Barack Obama.
Come The Gipper, Thompson è un attore, è pigro ed è un grande comunicatore. Al contrario di Ronald Reagan ha interpretato al cinema il ruolo di presidente, di capo dello staff della Casa Bianca, di senatore, di direttore della Cia e dell’Fbi e di ammiraglio. Thompson è l’immagine cinematografica dell’autorevolezza, come ha scritto il New York Times, tanto che quando i registi di Hollywood hanno bisogno di qualcuno per impersonare al meglio il potere federale, spesso ricorrono a lui, merito anche di un tono di voce senza eguali.
Star della serie tv “Law and Order” e di numerosi film (“Senza via di scampo” con Kevin Costner, “Caccia a Ottobre Rosso” con Sean Connery, “Cape Fear” di Martin Scorsese, “Nel centro del mirino” con Clint Eastwood, “Conflitto di classe” con Gene Hackman), due domeniche fa Thompson ha detto che sta seriamente valutando di candidarsi alle primarie del prossimo anno. L’annuncio ha provocato un improvviso sconvolgimento nel mondo conservatore, ormai rassegnato ad accettare come candidati per il 2008 il pro-aborto, pro-gay e pro-controllo delle armi Rudy Giuliani oppure il cane sciolto John McCain. Thompson non è nuovo alla politica, anzi è diventato noto come consigliere del partito repubblicano ai tempi della Commissione sullo scandalo Watergate. Aveva 30 anni e fu lui a porre la domanda che ha cambiato la storia politica americana. Chiese, infatti, al collaboratore di Richard Nixon, Alexander Butterfield, se alla Casa Bianca ci fosse un sistema segreto di registrazione. Oltre vent’anni dopo, nel 1994, Thompson è tornato a Washington avendo vinto il seggio senatoriale lasciato vacante da Al Gore, con uno scarto di voti mai registrato nella storia del Tennessee. Due anni dopo è stato rieletto con un numero di voti ancora più alto. Nel 2002 non si è ricandidato, deluso dalla politica ma anche a causa della morte della figlia. Da allora si è risposato, ha avuto due figli, uno a novembre scorso, e ha aiutato George W. Bush nel processo di conferma congressuale delle nomine alla Corte suprema di Sam Alito e del presidente John Roberts.
Thompson non deve la sua notorietà alla politica, ma alla sua carriera di avvocato e, in particolare, al caso di Marie Ragghianti della fine degli anni Settanta. Marie, poi interpretata da Sissy Spacek nel film “Una donna, una storia vera”, aveva denunciato un sistema di vendita dei provvedimenti di grazia organizzato dal governatore del Tennessee. Thompson le fece vincere il processo e, nel 1984, accettò l’improvvisa richiesta del regista del film di interpretare se stesso, con un successo tale che gli si è aperta una lunga e fortunata carriera da attore.
Politicamente è un conservatore libertario, falco e favorevole ai tagli delle imposte e convinto federalista. In questi anni ha girato il paese tenendo discorsi dal titolo “Perché è stato necessario invadere l’Iraq” e “Le quattro grandi minacce all’America” (ovvero il terrorismo, le superpotenze emergenti, la bancarotta e la perdita di fiducia in se stessa). Da senatore s’è occupato dei fallimenti di intelligence della Cia e da analista dell’American Enterprise Institute chiede di sostenere i gruppi democratici iraniani.

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