Camillo di Christian RoccaThompson alla pari con Giuliani e con una Cheney come consigliere

New York. Non si parla d’altro che di Fred Thompson nei circoli politici di Washington e sui giornali americani. L’ex avvocato diventato attore, poi senatore, poi di nuovo attore, quindi lobbysta e ora quasi certamente candidato alla Casa Bianca 2008 per il Partito repubblicano, martedì sera è andato allo show di Jay Leno, sulla Nbc, per annunciare che è interessato alla presidenza e che qualche giorno fa è nato il suo Comitato esplorativo, grazie al quale ora potrà cominciare a raccogliere i fondi elettorali. Gli ultimi due sondaggi sono clamorosi: il primo, pubblicato lunedì dal Los Angeles Times, lo vede al secondo posto, con il 21 per cento, a un passo dal 27 di Rudy Giuliani. Secondo la Rasmussen, invece, Thompson ha appaiato Giuliani al primo posto, con il 24 per cento. L’appeal di Thompson è dovuto alla sua popolarità, specie per il ruolo nella serie televisiva “Law and Order”, ma anche perché la base socialconservatrice del partito non sembra entusiasta degli altri big repubblicani in corsa per la Casa Bianca. Thompson, grazie anche alla sua forte cadenza del sud, sembra rassicurare di più i conservatori rispetto al liberalismo di Giuliani sulle questioni etiche, allo spontaneismo di McCain e a una certa artificiosità di Mitt Romney. In realtà, negli otto anni in cui è stato al Senato, dal 1994 al 2002, Thompson ha votato in modo più centrista rispetto alla sua immagine attuale: è stato uno dei sostenitori della legge di riforma dei finanziamenti elettorali, la McCain-Feingold, che ancora viene imputata a McCain come tradimento dei principi conservatori; ha diviso il suo voto, un no e un sì, al momento dell’impeachment nei confronti di Bill Clinton, mentre sulle questioni dell’aborto ha sempre votato con i pro life, ma ribadendo ogni volta che considera sbagliato criminalizzare la donna che decide di ricorrere all’interruzione della gravidanza entro i primi tre mesi (una posizione non molto diversa da quella di Giuliani). I suoi detrattori hanno già cominciato a diffondere materiale per affondare la sua campagna, cercando di solleticare la consolidata antipatia degli americani per le due categorie professionali, avvocati e lobbysti, a cui è appartenuto Thompson. Dai quartier generali dei candidati concorrenti partono indiscrezioni sulla sua notoria pigrizia e dubbi sulla bella moglie Jery, di venticinque anni più giovane di lui (Thompson ne ha 65, Jeri 40 e i tabloid li chiamano già Thom & Jeri). In attesa di definire la sua piattaforma politica, Thompson si presenta come un placido conservatore liberale d’altri tempi, rassicurante, tosto contro i nemici dell’America, ma senza il fuoco della crociata culturale negli occhi. Caratteristiche che, secondo i suoi fan, gli aprirebbero grandi possibilità anche rispetto agli elettori indipendenti. Secondo il decano degli editorialisti conservatori, George Will, Thompson però manca di sostanza e il suo successo è esclusivamente fondato sull’apparenza. Il clan Thompson chiede tempo, visto che ancora la campagna non è cominciata. Le prime mosse, però, sono di peso. Thompson sta facendo fruttare le sue relazioni all’interno del cervello culturale della Right Nation, quell’American Enterprise Institute di cui è fellow sui temi della sicurezza nazionale. Il suo principale consigliere economico è Lawrence B. Lindsey, l’architetto dei tagli fiscali di George W. Bush. A capo del gruppo dei consiglieri di politica estera c’è Liz Cheney, la figlia del vicepresidente oggi alla guida delle politiche pro democracy del Dipartimento di stato. Ancora martedì, da Leno, Thompson ha spiegato che la migliore arma a disposizione dell’America contro gli ayatollah di Teheran è il popolo iraniano, che va aiutato nella sua battaglia interna contro gli islamisti. A poco a poco, Thompson sfila uomini chiave a McCain e a Giuliani. Fa campagna per lui George P. Bush, nipote del presidente e figlio dell’ex governatore della Florida Jeb, così come il numero tre repubblicano alla Camera, l’astro nascente Adam Putnam.

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