Storia MinimaÈ ripartita la guerra al libro?

Qualcuno a Milano, pochi giorni fa ha fatto girare la proposta di bruciare Piccolo Uovo di Marco Tullio Altan. Piccolo uovo è una favola che racconta le vicende del protagonista, Piccolo Uovo, alla...

Qualcuno a Milano, pochi giorni fa ha fatto girare la proposta di bruciare Piccolo Uovo di Marco Tullio Altan. Piccolo uovo è una favola che racconta le vicende del protagonista, Piccolo Uovo, alla ricerca della famiglia perfetta e del suo incontro con la coppia omosessuale di Pinguini in frac e bombetta con figli. Un libro che l’assessore alle politiche sociali el Comune di Milano,Pierfrancesco Majorino, ha proposto di adottare nelle scuole dell’infanzia e in quelle primarie di primo grado (ovvero le scuole materne e le scuole elementari).

Qualcuno dissente e siccome, evidentemente ritiene che le parole non siano sufficienti, ha messo in giro la voce che quel libro converrebbe bruciarlo
Riparte la guerra al libro, dunque. Una guerra che nel Novecento ha avuto molti luoghi e date: in Germania nel 1933, a Serajevo nel 1992, infine a Baghdad nel 2003. Qualcuno propone che la lista si riapra e vorrebbe aggiungervi Milano.
I libri, osserva Jonathan Swift nella Favola della botte, vengono messi al mondo in un solo modo e si separano dal mondo in mille modi diversi. La quantità di carta che serve a produrli, infatti, si disperde per sempre in una quantità di luoghi diversi: nelle latrine, nelle stufe, per schermare le finestre dei bordelli, per rattoppare i paralumi.
In questa osservazione di Swift sembra non essere contemplata l’ipotesi che i libri siano ingoiati dalle fiamme per volontà, come segno del potere. Forse pensava che gli ultimi roghi si fossero ormai spenti con le guerre di religione. Si sbagliava. Qualcuno ancora ci pensa ed è convinto che sia una buona idea.

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