Storia MinimaLa Vincenzi lasci stare Ipazia: ha perso, ma non perchè è donna

E’ sempre difficile perdere. Ma forse si potrebbe fare un’analisi laica in termini di politica. “Da maggio non ci sarà più un sindaco donna in nessuna grande città italiana né di destra né di sinis...

E’ sempre difficile perdere.
Ma forse si potrebbe fare un’analisi laica in termini di politica.
“Da maggio non ci sarà più un sindaco donna in nessuna grande città italiana né di destra né di sinistra” ha detto Marta Vincenzi, attuale sindaco di Genova, uscita sconfitta dalle primarie promosse dal Pd per designare il candidato sindaco in primavera prossima.
Non so perché , ma questa cosa di per sé non mi sembra più esprimere un valore, lo avrebbe avuto ancora 5 anni fa, ma forse oggi la categoria a priori dell’essere donna non mi sembra un criterio politico fondamentale per scegliere. Comunque non dirimente. In mezzo e in questi anni ci sono state amministrazioni politiche guidate da donne, c’è stata a in misura certamente minore, ma comunque significativa, una presenza delle donne in politica, c’è stata una storia della partecipazione delle donne alla cosa pubblica.
A maggio del’anno passato quando Pisapia ha vinto a Milano, nessuno ha pensato che la sconfitta di Letizia Moratti fosse una sconfitta delle donne. Né qualcuno ha pensato di proporre la vicenda di Ipazia, la filosofa di Alessandria d’Egitto assassinata da fanatici cristiani nel V secolo d. C., come sintesi della sua sconfitta.
Per quanto nel nostro Paese siano presenti segni di intolleranza e talora di prevaricazione (per esempio come nel caso della mobilitazione contro il teatro Franco Parenti a Milano, lo scorso gennaio in occasione della messa in scena di Sul concetto di volto nel Figlio di Dio di Romeo Castellucci) quello con Ipazia mi sembra un paragone fuori misura.
Non credo che Marco Doria, il candidato, il vincitore delle primarie di ieri, rappresenti l’ “unto del Signore” (per quanto benedetto da Don Gallo) comunque colui che risolverà tutti i guai e le disfunzioni dell’attuale amministrazione guidata da Marta Vincenzi. Anche per questo avere un rapporto laico con la politica, specie in una stagione in cui l’antipolitica va fortissimo, mi sembra un segnale di intelligenza politica. Comunque non disprezzabile. E’ così difficile?

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta