La Siena del basket perde stelle e sponsor. Mps in bilico.

Dopo il sesto scudetto consecutivo, il settimo in otto stagioni, a Siena si chiude un ciclo. Ricco, esagerato e vincente, ma pur sempre mortale. Smaltita la sbornia post-festeggiamenti, i campioni...

Dopo il sesto scudetto consecutivo, il settimo in otto stagioni, a Siena si chiude un ciclo. Ricco, esagerato e vincente, ma pur sempre mortale. Smaltita la sbornia post-festeggiamenti, i campioni d’Italia stanno per perdere i pezzi pregiati, da capitan Stonerook (verso il ritiro) al playmaker più forte d’Europa Lester McCalebb. Poi c’è la stella David Andersen, corteggiato dal Cska Mosca di coach Ettore Messina.

Il primo addio ufficiale è quello dell’allenatore Simone Pianigiani, che nella bacheca della città del Palio ha portato sei scudetti, quattro coppe Italia e 5 supercoppe italiane. Per il tecnico, che guida pure la nazionale di basket, è pronto un supercontratto in Turchia, al Fenerbahce Ulker Istanbul, nuova Eldorado della pallacanestro internazionale.

Si chiude un’era trionfale, forse irripetibile. Quella in arrivo è ricolma di incognite e paure. Perché la crisi del basket italiano è tristemente nota e non potrà non toccare Siena, finora isola felice di soldi e campioni. Sulle canotte campeggia da anni il logo del Monte dei Paschi, cassaforte della città, benefattore nel calcio e nel tennis, ma soprattutto forziere privilegiato per la squadra di basket che, anche in tempi di crisi, ha potuto investire ad altissimi livelli restando l’unico club italiano competitivo in Europa.

E oggi? Mps naviga tra debiti, inchieste e rating incerti. C’è il nuovo a.d. Profumo (che ha già fatto passerella al palasport) ma si infittiscono pure le voci che vorrebbero un drastico ridimensionamento dell’impegno della banca nel club. Il presidente della società cestistica, Ferdinando Minucci, assicura: “Monte dei Paschi ha ancora due anni di sponsorizzazione con noi alle stesse cifre e questa è una base solida che in pochi possono vantare”.

Oltre alla banca però, urgono sponsor secondari come Leggo (Caltagirone) e Axa Mps che fino ad oggi hanno garantito liquidità, ma per l’immediato futuro non c’è nulla di fatto. Nei corridoi del basket si vocifera che il budget (quest’anno ampiamente al di sopra dei 10 milioni di euro) sarà radicalmente tagliato, se non dimezzato. E a Milano già si fregano le mani: lo scettro della pallacanestro potrebbe tornare in Lombardia.

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