Keynes BlogL’enorme problema greco

Dopo il G-20, alla cui attenzione c'era l'irrisolta crisi europea; mentre in Grecia si avvia la formazione del nuovo governo (Nuova Democrazia - Socialisti - Sinistra democratica); mentre si affacc...

Dopo il G-20, alla cui attenzione c’era l’irrisolta crisi europea; mentre in Grecia si avvia la formazione del nuovo governo (Nuova Democrazia – Socialisti – Sinistra democratica); mentre si affacciano nuove idee circa la possibilità che il fondo “salvastati” Efsf possa acquistare titoli di stato dei paesi colpiti dalla crisi del debito sovrano; dopo che 100 miliardi sono stati destinati (anche se non ancora formalmente richiesti) alle banche spagnole (20 dei quali italiani, un paese che a sua volta potrebbe avere bisogno di aiuto, in una assurda corsa a “salvare” i PIIGS con i soldi dei PIIGS); dopo tutto ciò, è utile richiamare le vere dimensioni del problema dei debito pubblico dei paesi periferici europei, in particolare la Grecia.

Lo facciamo con questo grafico che mostra l’assoluta irrisorietà del “problema greco”, che poteva essere risolto senza che nessuno se ne accorgesse, senza infinite pene per il popolo ellenico, senza mettere a rischio la moneta unica e la debolissima (e ormai svanita) ripresa economica di due anni fa.

Arriverà qualcosa di sensato nelle prossime settimane a mettere un freno alla follia collettiva che sta distruggendo l’Europa?

C’è da dubitarne: Angela Merkel ha già ribadito il suo no a qualsiasi ipotesi di revisione del “memorandum” tra governo greco e Troika (UE, FMI, BCE).

“La saggezza del mondo – scriveva Keynes – insegna che è cosa migliore per la reputazione fallire in modo convenzionale, anziché avere successo in modo anticonvenzionale”