Cazza la randaChe pena l’informazione che pende dalle boiate di Berlusconi

Rispetto al monologo di Berlusconi messo in scena ieri, stupiscono certo le folli affermazioni fatte. Ma ancora di più l'attenzione e lo spazio massiccio che i media italiani vi hanno dedicato. Con...

Rispetto al monologo di Berlusconi messo in scena ieri, stupiscono certo le folli affermazioni fatte. Ma ancora di più l’attenzione e lo spazio massiccio che i media italiani vi hanno dedicato. Con il consueto spiegamento di editorialisti e commentatori che si sono buttati a capofitto sulla notizia. Vivisezionando il verbo di Berlusconi. E spendendo fiumi di parole nel descrivere e teorizzare scenari fantasiosi o apocalittici, ma soprattutto i soliti retroscena di retrobottega che le parole di Berlusconi – degne di un capo di una fazione della più recondita repubblica delle banane più che di un (per fortuna) ex leader politico – porterebbero con sé.

Stamattina, nei bar, in parrocchia, in polisportiva o più semplicemente al parchetto sotto casa non si parlava d’altro. Tutti a chiedersi: ma tornerà davvero? che cosa avrà voluto intendere con quel passaggio? hai visto che rabbia e grinta? quale è l’obiettivo vero? e adesso che ne sarà del governo? e così via.

Si tratta di domande legittime, per carità, ma che nessuno si sarebbe posto se l’informazione avesse fatto, una volta tanto, il proprio mestiere: ignorare l’ultimo atto disperato e sconclusionato di un personaggio che con ciò che ha detto ha fatto più male a se stesso che all’Italia ed agli obiettivi che si era proposto di colpire.

Ha fatto bene questo giornale a richiamare il diverso trattamento riservato alla notizia non notizia dai media tedeschi. Che non hanno dato peso al monologo di Berlusconi e in alcuni si sono addirittura presi gioco dell’ex presidente del Consiglio.

Se fossimo un paese normale ed avessimo una informazione sana, la notizia del fiume di panzane proferite da Berlusconi sarebbe stata relegata in un box, senza foto, in basso a destra dell’ultima pagina dedicata alla cronaca.

Perché nelle parole di Berlusconi la politica è stata completamente assente. Si trattava dunque solo di descrivere la cronaca di un’ora di disperazione umana.

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