Storia MinimaIl ritorno politico della nostalgia e la crisi della democrazia

Circa 20 anni fa lo storico Walter Laqueur (Fascism, Oxford University Press 1996, tr. it Tropea 2008) richiamò l’attenzione sul tema del fascismo risorgente sulla base di tre fattori che a suo avv...

Circa 20 anni fa lo storico Walter Laqueur (Fascism, Oxford University Press 1996, tr. it Tropea 2008) richiamò l’attenzione sul tema del fascismo risorgente sulla base di tre fattori che a suo avviso concorrevano dare nuova legittimità:

1) lo stato di salute della democrazia;

2) la natura difensiva dei nuovi movimenti rispetto agli scenari europei;

3) la ripresa dei nazionalismi.

In questo senso il fascismo come grumo di sentimenti e di immaginario non rappresenta un sistema finito.
Il Novecento non sarebbe stato né il secolo breve, né quello degli estremi come vorrebbe Hobsbawm.

E’ stato, invece, un secolo sotterraneo dove forze e movimenti che hanno avuto fortuna e consistenza si sono eclissati, ma non dissolti, e perciò in grado di riemergere in forza di un nuovo mix, di culture, atteggiamenti e sentimenti. In breve la nuova chance come conseguenza che di una sconfitta culturale, prima ancora che politica, del sentimento democratico.

Non so se questa conclusione amara di Laqueur sia fondata. So tuttavia che non è banale

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