MarginiIl dibattito mancante sulla selezione delle élites

 Ma perché – nel Pd non meno che altrove – il dibattito sulla selezione delle élites non esiste? Non si può eludere. L’idea del partito di cittadini è irrealistica. Nonché populistica. Chi divent...

Ma perché – nel Pd non meno che altrove – il dibattito sulla selezione delle élites non esiste? Non si può eludere. L’idea del partito di cittadini è irrealistica. Nonché populistica. Chi diventa parlamentare, giustamente o meno, vede dall’alto gli elettori. Entra nella dimensione della classe dirigente. Spesso cambia stile di vita, o mantiene quello, già alto, che tiene. Finge di accondiscendere a pulsioni “popolari”, ma teme più d’ogni altra cosa di dismettere questo status. Tutto questo si sa già, a partire da Gaetano Mosca. Il punto è che, posto questo assunto, occorrerebbe anche garantire che la classe dirigente faccia qualcosa di operativamente utile verso la generalità della cittadinanza. E, più in generale, che sia adeguatamente formata e selezionata. E qui forse è il punto debole. Il populismo non vede questo elemento, e pensa che il problema sia togliere le élites. Il che non è possibile. Anche nel regime stalinista esse c’erano, ed erano tanto più immuni da controllo quanto più ammantavano di retorica egualitarista i loro privilegi. Realismo e aleturgia anche in questo caso sono necessari. Tutto il resto è vana ciarla.

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Linkiesta Paper Estate 2020