«Sel? Lobby di sodomiti». L’omofobia leghista in Aula

I deputati di Sinistra ecologia e libertà «sono i rappresentanti della lobby sodomita». Il deputato della Lega Gianluca Bonanno torna a offendere i colleghi di Sel e alla Camera scoppia il caso. I ...

I deputati di Sinistra ecologia e libertà «sono i rappresentanti della lobby sodomita». Il deputato della Lega Gianluca Bonanno torna a offendere i colleghi di Sel e alla Camera scoppia il caso. I parlamentari di Nichi Vendola abbandonano l’Aula per protesta – ricevendo la solidarietà dei rappresentanti dei principali partiti – e alla fine il leghista è costretto alle scuse: «Se qualcuno si è offeso mi dispiace, È vero, non ho studiato, dico quello che penso, ma non ce l’ho con nessuno».

L’inquietante dibattito va in scena a Montecitorio durante l’approvazione del decreto Ecobonus. L’esame del provvedimento va per le lunghe, così a un certo punto Buonanno prende la parola e si lamenta: «Ogni volta che si affrontano problemi importanti c’è sempre una scusa per rimandare. In quest’Aula siamo invasi dalle lobby: c’è la lobby di chi vuole una cosa, la lobby di chi ne vuole un’altra. C’è la lobby dei sodomiti, rappresentata da Sel». Dagli scranni qualcuno si lamenta. Poi la seduta riprende.

Poco dopo Buonanno torna sull’argomento. «…ai colleghi di Sinistra Ecologia e Libertà, che una volta ho definito di sodomia e libertà…». E una terza volta più avanti: «Noi vogliamo difendere la famiglia e le giovani coppie eterosessuali. Da un’altra parte del Parlamento e del Paese vi è chi, invece, con una lobby sodomita, vuole esclusivamente difendere gli omosessuali».

Stavolta i deputati di Sel lasciano l’Aula. Imbestialiti si trasferiscono in Transatlantico, dove continuano a seguire i lavori dagli schermi tv. «Non può essere tollerato – spiega il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà Erasmo Palazzotto – che il deputato Buonanno continui a usare termini ingiuriosi non per Sel, ma per tutte le persone omosessuali di questo Paese. Offendendo in questo modo anche il Parlamento e la dignità di questa istituzione».

La Camera reagisce. A condannare l’episodio sono i deputati di diversi schieramenti. Fino al momento in cui Buonanno è costretto alle scuse: «Io non ce l’ho con nessuno e non voglio offendere nessuno in linea di principio. Io ho delle mie valutazioni personali, se ho offeso qualcuno me ne dispiaccio e me ne scuso, ma io non volevo offendere nessuno e faccio solo ed esclusivamente delle valutazioni politiche, personali di quello che è il mio concetto generale della vita quotidiana. Ho dei miei principi, li espongo. Li espongo in maniera rude? È vero. Sono un semplice ragioniere? È vero. Ho studiato poco? È vero. Sono stato bocciato? È vero. Però dico quello che penso e lo dico anche perché penso di dire quello che molta gente crede». 

Solo una uscita maldestra, come giustificano alcuni colleghi di partito? Non tutti ne sono convinti. Con un tweet Vendola solleva il caso: «Caro Maroni la misura è colma, ferma i tuoi rappresentanti. Le volgarità e gli insulti sono ormai il programma politico della Lega». Il deputato Alessandro Zan va oltre. Secondo lui dietro le offese di Buonanno c’è una precisa strategia: un chiaro segnale per fermare la proposta di legge sull’omofobia, calendarizzata in Aula per la prossima settimana.

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