Voto anticipato? Riecco il Porcellum

Ebbene sì, torneremo a votare con il Porcellum. Le indiscrezioni delle ultime ore sembrano confermare l’inquietante prospettiva. La discussa legge elettorale passata alla storia per le liste blocca...

Ebbene sì, torneremo a votare con il Porcellum. Le indiscrezioni delle ultime ore sembrano confermare l’inquietante prospettiva. La discussa legge elettorale passata alla storia per le liste bloccate e gli schizofrenici premi di maggioranza potrebbe scampare alla riforma anche stavolta. Una norma ormai in vigore da quasi un decennio. Nonostante da tempo il Parlamento si adoperi – almeno nelle dichiarazioni – per archiviarla.

I fan del sistema di voto più odiato della storia repubblicana possono incrociare le dita. Le recenti notizie di cronaca politica rischiano di allungare la vita alla “legge porcata”. Con l’obiettivo di ottenere la grazia per Silvio Berlusconi, da ieri ministri e parlamentari del Popolo della libertà minacciano le dimissioni. Nel frattempo il Cavaliere ha lanciato l’ultimatum: il Parlamento deve procedere a una profonda riforma della Giustizia, «altrimenti siamo pronti al voto». La situazione è tutta da decifrare, certo. Ma la sensazione di molti è che il voto anticipato sia ormai vicino. Vicinissimo. Tanto che le indiscrezioni di queste ore hanno persino individuato una data: domenica 27 e lunedì 28 ottobre.

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Ecco la novità. Se davvero fosse confermato l’appuntamento elettorale in autunno, non ci sarà neanche il tempo di riformare il sistema di voto. Scampato alla macellazione, il Porcellum festeggia. Con buona pace di tutti quei parlamentari che dopo una lunga battaglia hanno ottenuto la procedura d’urgenza per modificare la norma. 

Le illusioni non sono molte. Come stabilisce la legge, deve essere garantito un periodo di tempo minimo per lo svolgimento della campagna elettorale. Insomma, tra lo scioglimento delle Camere e l’apertura dei seggi devono passare almeno 45 giorni (la Costituzione prevede anche un termine massimo, fissato a 70 giorni). E così se si votasse a fine ottobre, il presidente dovrebbe decretare la chiusura del Parlamento al più tardi entro la metà di settembre. Considerate le vacanze estive, restano a disposizione solo un paio di settimane. Calendario di Montecitorio alla mano e un po’ di realismo, le conseguenze sono chiare. La riforma della legge elettorale – fosse anche il semplice ritorno al Mattarellum – non vedrà la luce nemmeno questa volta. Benvenuto Porcellum! Anzi, bentornato…

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