Tav e porti. Quando la poltrona va sempre a un politico

Le commissioni Trasporti di Camera e Senato voteranno questa settimana i nuovi presidenti delle autorità portuali di Napoli e La Spezia. Una ratifica che rischia di sollevare più di qualche critica...

Le commissioni Trasporti di Camera e Senato voteranno questa settimana i nuovi presidenti delle autorità portuali di Napoli e La Spezia. Una ratifica che rischia di sollevare più di qualche critica. Alla guida del porto campano, infatti, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha indicato il senatore Riccardo Villari. Esponente del Popolo della libertà (con un passato nel Pd), medico, già sottosegretario ai Beni culturali. Insomma, a detta di qualcuno non proprio il miglior candidato possibile per quella posizione. «Una scelta grave» hanno denunciato all’epoca della designazione il segretario campano del Pd Enzo Amendola e il membro della commissione Trasporti Massimo Paolucci. «Il porto di Napoli – questa l’accusa – ha bisogno di competenze e professionalità. Non di scelte dettate e legate a vecchie logiche clientelari e spartitorie».

Accuse tutte da dimostrare, certo. Ma per evitare le polemiche non sarebbe meglio astenersi dal nominare esponenti politici per ruoli prettamente tecnici? Il dubbio viene, anche alla luce delle recenti indicazioni del ministro Lupi. Assieme a Villari è stato indicato per l’autorità portuale di La Spezia l’attuale presidente, Giovanni Lorenzo Forcieri. Senatore del centrosinistra nella XI, XII, XIII, XIV e XVI legislatura, ex sottosegretario alla Difesa. Di sicuro un esperto in materia, anche per le precedenti esperienze. Ma anche lui una personalità non particolarmente estranea al Parlamento.

Qualche tempo fa aveva fatto discutere la nomina di Fedele Sanciu alla presidenza dell’Autorità portuale del Nord Sardegna. Ex senatore – in questo caso del Popolo della libertà – già presidente della provincia di Olbia Tempio. Mentre questa estate era finito al centro delle polemiche l’ex deputato del Popolo della Libertà Mario Valducci, tra i fondatori di Forza Italia. Non ricandidato alla Camera, il ministro Lupi lo aveva indicato per un posto da consigliere dell’Autorità per i Trasporti. Indicazione poi confermata dalle competenti commissioni parlamentari (i deputati del M5S si erano opposti presentando anche un’interrogazione parlamentare).

Simile la vicenda di Osvaldo Napoli. Un altro ex parlamentare del Popolo della libertà, fresco di mancata rielezione a Montecitorio. Ad agosto il ministero lo aveva nominato vicepresidente dell’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione. Un incarico non retribuito, sia chiaro. E probabilmente anche adatto al profilo del candidato, in passato presidente dell’Anci. Il tema resta. Dato lo scarso credito di cui gode la politica in Italia, non sarebbe meglio nominare ai vertici di enti pubblici personalità lontane dai partiti? Perché non scegliere solo in base al merito? Che poi a qualcuno il dubbio della lottizzazione può anche venire…

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Linkiesta Paper Estate 2020