Web FactoryNigel Fara(N)ge è il figlio segreto di Hitler e Satana?

Al di là del personaggio politico Farage (criticabilissimo), è impressionante come l’elettorato di sinistra sia manipolabile Io fino a qualche giorno fa avevo sentito parlare pochissimo di Nigel F...

Al di là del personaggio politico Farage (criticabilissimo), è impressionante come l’elettorato di sinistra sia manipolabile

Io fino a qualche giorno fa avevo sentito parlare pochissimo di Nigel Farage (o FaraNge, la metà dei quotidiani non azzecca nemmeno il nome), e come tanti non avevo un’opinione su di lui. All’inizio volutamente non mi sono documentato perché:

1) avevo altro da fare
2) volevo osservare come venisse “creato” il personaggio dai media e dagli opinionisti di sinistra – soprattutto in chiave antigrillista.

La prima cosa che ho notato è il gioco sporco di Repubblica, che riprende il piccolo blog di un attivista di sinistra parecchio stereotipico  – uno che fa teatro sperimentale, ogni tre parole ci infila “migrante” e sicuramente userà l’asterisco al posto del suffisso di genere. L’articolo è un collage di dichiarazioni di Farage fuori contesto, tradotte a cazzo o di espulsi dal partito. Classico stile Repubblica. La domanda però sorge spontanea: ma se si parla del figlio segreto di Hitler e Satana non dovrebbe essere palese? Se si utilizza come fonte un bloggetto scrauso e frasi riprese qua e là non è losco? Ovvia a questo punto la strategia di demonizzazione (doppia: di Grillo e di Farage). Il pubblico italiano non lo conosce, e gli elettori di Sinistra

Poi ho letto le reazioni dei grillini (in questi giorni di ponte lungo su FB erano gli unici a discutere): su FB e sui forum si è aperto un dibattito sull’appoggio a Farage e le giustificazioni dello stesso Grillo. C’è chi è fedele alla linea, da bravo stereotipo del grillino adepto della setta, e chi argomenta a favore di unìalleanza pragmatica. Quelli contrari hanno paura di come verranno percepiti dagli elettori (e trattati dalla Comunicazione di Sinistra) e parlano di Farage come un “turboliberista”, “neoliberista” e ultraliberista”, che sono superlativi che stanno per “liberista” e preferirebbero allearsi coi verdi. Giustamente dal loro punto di vista, per carità, ma generalmente chi parla di “turboliberismo” non sa di cosa stia parlando.

A questo punto sono andato a documentarmi, mi sono fatto un’idea: Farage è un personaggio controverso ma non certo un demone. Un troll, un antieuropeista e un nazionalista. Ha suscitato parecchie polemiche ma alcune sue tesi per quanto mi riguarda sono condivisibili (ad esempio è antiproibizionista).

Ognuno comunque è libero di di pensarne quello che vuole, ma fa impressione il conformismo degli elettori di sinistra: praticamente nessuno si sarà documentato, sulla rete è girata la pappa pronta di Repubblica e gli slogan ripetuti ossessivaemnte a sinistra (“è un pazzo neolibberista, è il Diavolo”) e tanto basta. (come se il sistema attuale – tutele solo a chi ha un lavoro dipendente) funzionasse. Ma questo è un altro discorso, che un elettore della lista Tsipras o la salma rivitalizzata di Imposimato non potrebbe o vorrebbe comprendere temo).

Fa abbastanza paura il conformismo delle masse di sinistra e la facilità con cui venga manipolato, e sia facile creare un nemico e demonizzarlo, aldilà di Grillo e di cosa si possa pensare di Farage). Impressionante notare come le stesse accuse di “neo-liberismo sfrenato” e “fascista” venissero rivolte anche a Renzi, anche se adesso che è al Potere questi attacchi si sono fatti sempre più sparuti. Paradossale poi che l’elettorato di sinistra creda di essere immune da queste tecniche manipolatorie, che pensa riguardino solo i grillini e berlusconiani. D’altra parte i militanti di partito si somigliano parecchio, ma i post di analisi di comunicazione riguardano soltanto i grillini (probabilmente perché hanno parecchio successo e sono relativamente facili da scrivere: Più o meno dicono tutti le stesse cose, peraltro abbastanza evidenti – e perciò comprensibili – a chiunque. Chiunque non sia un militante intendo.)

P.S. Suggerisco questo articolo dell’Huff Post Italia (che si “redime” dopo il post furbetto e gli articoli fangosi) per formarsi un’opinione, in cui l’autore critica pesantemente Farage senza demonizzarlo o dargli del “turbolibberista”

AGGIORNAMENTO:

La critica a Sinistra lo ha definto”reazionario”, “Razzista”, “xenofobo”, “fascista” e – ovviamnte – razzista. Spesso utilizzando il vecchio trucco di pragmatica di metterlo “in cornice”. Se dico “Farage è xenofo” è più facile smontare la mia affermazione rispetto a “Grillo si allea col nazista Farage” o con “l’Ukip xenofobo” (perché xenofobo? Boh, non c’è bisogno di spiegarlo, è così e basta. E se anche fanno finta di spiegarlo nel testo degli articoli non si trovano le prove che promettono nei titoli. Oppure confezionano ridicoli collage come questo Notare il titolo sobrio – “Antigay, sessismo, xenofobia, ecco gli alleati di Grillo in Europa”. Diciamo che il meccanismo mediatico non è esattamente raffinato – e le foto scelte per corredare ogni presunta frase di Farage.) Nel secondo caso il fatto che Farege sia nazista è dato per scontato, e perciò è un’argomentazione più forte e difficile da smontare).

Al di là del personaggio politico Farage (criticabilissimo), è impressionante come l’elettorato di sinistra sia manipolabile

Io fino a qualche giorno fa avevo sentito parlare pochissimo di Nigel Farage (o FaraNge, la metà dei quotidiani non azzecca nemmeno il nome), e come tanti non avevo un’opinione su di lui. All’inizio volutamente non mi sono documentato perché:

1) avevo altro da fare
2) volevo osservare come venisse “creato” il personaggio dai media e dagli opinionisti di sinistra – soprattutto in chiave antigrillista.

La prima cosa che ho notato è il gioco sporco di Repubblica, che riprende il piccolo blog di un attivista di sinistra parecchio stereotipico  – uno che fa teatro sperimentale, ogni tre parole ci infila “migrante” e sicuramente userà l’asterisco al posto del suffisso di genere. L’articolo è un collage di dichiarazioni di Farage fuori contesto, tradotte a cazzo o di espulsi dal partito. Classico stile Repubblica. La domanda però sorge spontanea: ma se si parla del figlio segreto di Hitler e Satana non dovrebbe essere palese? Se si utilizza come fonte un bloggetto scrauso e frasi riprese qua e là non è losco? Ovvia a questo punto la strategia di demonizzazione (doppia: di Grillo e di Farage). Il pubblico italiano non lo conosce, e gli elettori di Sinistra

Poi ho letto le reazioni dei grillini (in questi giorni di ponte lungo su FB erano gli unici a discutere): su FB e sui forum si è aperto un dibattito sull’appoggio a Farage e le giustificazioni dello stesso Grillo. C’è chi è fedele alla linea, da bravo stereotipo del grillino adepto della setta, e chi argomenta a favore di unìalleanza pragmatica. Quelli contrari hanno paura di come verranno percepiti dagli elettori (e trattati dalla Comunicazione di Sinistra) e parlano di Farage come un “turboliberista”, “neoliberista” e ultraliberista”, che sono superlativi che stanno per “liberista” e preferirebbero allearsi coi verdi. Giustamente dal loro punto di vista, per carità, ma generalmente chi parla di “turboliberismo” non sa di cosa stia parlando.

A questo punto sono andato a documentarmi, mi sono fatto un’idea: Farage è un personaggio controverso ma non certo un demone. Un troll, un antieuropeista e un nazionalista. Ha suscitato parecchie polemiche ma alcune sue tesi per quanto mi riguarda sono condivisibili (ad esempio è antiproibizionista).

Ognuno comunque è libero di di pensarne quello che vuole, ma fa impressione il conformismo degli elettori di sinistra: praticamente nessuno si sarà documentato, sulla rete è girata la pappa pronta di Repubblica e gli slogan ripetuti ossessivaemnte a sinistra (“è un pazzo neolibberista, è il Diavolo”) e tanto basta. (come se il sistema attuale – tutele solo a chi ha un lavoro dipendente) funzionasse. Ma questo è un altro discorso, che un elettore della lista Tsipras o la salma rivitalizzata di Imposimato non potrebbe o vorrebbe comprendere temo).

Fa abbastanza paura il conformismo delle masse di sinistra e la facilità con cui venga manipolato, e sia facile creare un nemico e demonizzarlo, aldilà di Grillo e di cosa si possa pensare di Farage). Impressionante notare come le stesse accuse di “neo-liberismo sfrenato” e “fascista” venissero rivolte anche a Renzi, anche se adesso che è al Potere questi attacchi si sono fatti sempre più sparuti. Paradossale poi che l’elettorato di sinistra creda di essere immune da queste tecniche manipolatorie, che pensa riguardino solo i grillini e berlusconiani. D’altra parte i militanti di partito si somigliano parecchio, ma i post di analisi di comunicazione riguardano soltanto i grillini (probabilmente perché hanno parecchio successo e sono relativamente facili da scrivere: Più o meno dicono tutti le stesse cose, peraltro abbastanza evidenti – e perciò comprensibili – a chiunque. Chiunque non sia un militante intendo.)

P.S. Suggerisco questo articolo dell’Huff Post Italia (che si “redime” dopo il post furbetto e gli articoli fangosi) per formarsi un’opinione, in cui l’autore critica pesantemente Farage senza demonizzarlo o dargli del “turbolibberista”

AGGIORNAMENTO:

La critica a Sinistra lo ha definto”reazionario”, “Razzista”, “xenofobo”, “fascista” e – ovviamnte – razzista. Spesso utilizzando il vecchio trucco di pragmatica di metterlo “in cornice”. Se dico “Farage è xenofo” è più facile smontare la mia affermazione rispetto a “Grillo si allea col nazista Farage” o con “l’Ukip xenofobo” (perché xenofobo? Boh, non c’è bisogno di spiegarlo, è così e basta. E se anche fanno finta di spiegarlo nel testo degli articoli non si trovano le prove che promettono nei titoli. Oppure confezionano ridicoli collage come questo Notare il titolo sobrio – “Antigay, sessismo, xenofobia, ecco gli alleati di Grillo in Europa”. Diciamo che il meccanismo mediatico non è esattamente raffinato – e le foto scelte per corredare ogni presunta frase di Farage.) Nel secondo caso il fatto che Farege sia nazista è dato per scontato, e perciò è un’argomentazione più forte e difficile da smontare).

Gli articoli che corroborano il presunto “nazismo” di Farage sono il post di HuffPost Italia di cui ho parlato prima e un articolo che gira sui suoi presunti problemi fiscali. e in genere viene condiviso da sinistra come se si trattasse della PROVA definitiva che riveli la xenofobia di Farage. Per me invece se ci si deve aggrappare a presunte irregolarità fiscali c’è qualcosa che tocca. Sarebbe come se in Polonia nel ’39 si parlasse di Hitler come di uno con problemi col fisco tedesco.

Come ho scritto, Farage è criticabilissimo e non mi interssa certo difenderlo. Ma i meccanismi mediatici di demonizzazione e di creazione del nemico sono evidenti, così come l’utilizzo di Farage per criticare Grillo (anche lui criticabilissimo, per carità). Cos’ come è evidente il tentativo di creare un villain razzista e nazista ad uso e consumo di elettori di Sinistra in cerca di nemici facili da riconoscere.

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