Non aprite quelle porteSpornosexual e uomini con il mezzo slip. Perché?

La primavera è sempre foriera di nuove tendenze; ci introduce piano piano a quello che vedremo sulle spiagge, per evitarci uno choc che potrebbe esserci fatale se non adeguatamente preparati.Voglia...

La primavera è sempre foriera di nuove tendenze; ci introduce piano piano a quello che vedremo sulle spiagge, per evitarci uno choc che potrebbe esserci fatale se non adeguatamente preparati.
Vogliamo parlare, ad esempio, del mezzo slip? Il mezzo slip, per chi ancora non conoscesse questo raffinato capo d’abbigliamento (nome in codice Mens Brief Bikini o G-String Thong), dovrebbe essere un costume per l’uomo che non ama l’eccesso di stoffa (ma che non disdegna l’eccesso di cattivo gusto): una specie di sacchettino contieni-gioielli, un calzino copri-pacco tenuto su da un elastico sul fianco – un fianco, non due, perché non sia mai che rimanga il segno dell’abbronzatura – che non mostra le vergogne ma che lascia scoperto tutto il resto, culetto d’oro compreso. Il perizoma evidentemente non bastava, no, bisognava per forza segarne via metà e ottenere così 2.34 dollari di eleganza, volendo anche con stampa camouflage, che – si sa – dà sempre un tocco in più.

Borat, almeno, aveva dalla sua la comodità, se così possiamo chiamarla, perché il suo sacchettino contenitivo aveva le bretelle: nessun pericolo di rimanere con la mercanzia ignuda e penzoloni al primo alito di vento o al primo gavettone. Non dico alla prima onda, perché la nuotata sportiva credo sia vietata dalle istruzioni stesse del mezzo slip: non candeggiare, non lavare a secco, non tuffarsi in mare, non muoversi.
E poi come la mettiamo con la depilazione?

Borat non si faceva certo scrupolo per due peli, ma, in mezzo alla foresta, questo cosino di stoffa, il mezzo slip, potrebbe scomparire o – peggio – non fare aderenza e cedere.
Ridateci le mutande intere. Anche leopardate, volendo, ma intere, perché questa cosa di svestirsi sempre di più comincia a diventare inquietante.

Persino il metrosexual sta cedendo a favore di un più svestito spornosexual. «Il metrosexual è morto e sepolto» si legge su La Stampa, «cancellato in buona parte dallo sviluppo della tecnologia digitale. Al suo posto è nato lo spornosexual, identificato da un termine che unisce le parole sport, porno e sexual. Questo nuovo uomo moderno resta sempre ossessionato dall’immagine, che è la cifra della nostra epoca, però in una maniera diversa. Sul piano estetico, non presta più tanta attenzione all’abbigliamento o ai dettagli dei suo accessori, ma alla scultura del proprio corpo. Gli addominali ben torniti per lui sono imparagonabilmente più importanti della camicia che li copre, e infatti spesso non l’indossa proprio, per mostrarli a tutti. Questo fonde l’aspetto sportivo della sua vita, necessario a costruire un corpo perfetto, con il desiderio esibizionistico e pornografico di farlo vedere agli altri».

Sarà, ma una camicia non ha mai fatto male a nessuno, perché metterla in castigo nell’armadio?
Liberiamola!