Vanilla LatteTaylor Swift salverà il mondo

Ok, nel titolo c'è forse un pizzico di enfasi. Ma se in passato siamo stati capaci di affidare i destini del pianeta a Howard il Papero o a Jimmy Carter, non si capisce perché la bella e brava Tayl...

Ok, nel titolo c’è forse un pizzico di enfasi. Ma se in passato siamo stati capaci di affidare i destini del pianeta a Howard il Papero o a Jimmy Carter, non si capisce perché la bella e brava Taylor Swift non disponga dei titoli necessari per avere la chance di caricarsi sulle spalle i problemi della Terra, e conseguentemente farla diventare un posto migliore in cui far vivere le future generazioni. Perché la venticinquenne originaria di Reading, Pennsylvania, talento del country trasformatasi in breve tempo in super star internazionale del pop, con fatturati ricchi di zeri e un seguito paragonabile a quello di un pontefice, ha dimostrato negli ultimi giorni di essere seconda a nessuno, quanto a leadership, capacità imprenditoriali e, ultimo ma non in ordine di importanza, peso mediatico. E questo è solo l’inizio.

La notizia ha già fatto il giro del mondo, ribattuta da tutte le agenzie, ripresa da tutte le testate, commentata da tutti i blogger. In breve: con una lettera aperta dal titolo “”To Apple, Love, Taylor”, diventata virale su Tumblr e sul web, Taylor Swift si è rivolta ad Apple (sì, Apple) per esprimere la propria contrarietà nei riguardi della decisione dell’azienda di non pagare agli artisti i diritti d’autore per i mesi di prova gratuita del nuovo servizio “Apple Music”. Dopo circa ventiquattro ore, Apple (sì, Apple) ha deciso di fare marcia indietro, e di pagare il dovuto agli artisti durante il periodo prova gratuita di “Apple Music”. “We hear you @taylorswift13 and indie artists. Love, Apple,”, ha twittato Eddy Cue, Vice Presidente del settore Internet Software and Services di Apple.

I commentatori, a ogni latitudine, hanno già detto la loro sull’argomento. Senza entrare nel merito di questioni quali diritti degli artisti, gestione della musica in streaming, e dettagli del servizio Apple Music, qui ci limiteremo a concentrarci su un altro aspetto, alquanto rilevante, della vicenda: il peso politico di Taylor Swift. All’apparenza, “solo” un’avvenente cantante che infila una hit dietro l’altra. Come dieci, cento, mille prima e dopo di lei. In realtà, molto, molto di più. Perché, in questo particolare momento storico, Taylor Swift è, senza dubbio alcuno e senza alcun timore di smentita, una delle personalità più influenti e potenti non solo del Nord America e dell’Occidente, ma del pianeta. Quanti viventi, oggi, sono in grado di piegare al proprio volere Apple, ovvero quella che forse è l’azienda più importante del mondo, con un capitale superiore a quello di alcune nazioni (anche messe insieme)? Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama? Forse con una lunga e combattuta azione legislativa. Il Papa? Difficile. Putin? Non scherziamo. Dove altri avrebbero seri problemi, Taylor Swift è riuscita. E senza troppi sforzi, ma con una lettera, su Tumblr. Taylor Swift 1 – Apple 0. Ergo, per semplice logica: Taylor Swift, già capace di abbandonare la piattaforma Spotify senza battere ciglio, è più potente di Apple.

Sulle dietrologie, sui retroscena, sui presunti veri motivi per cui Apple si è inchinata alla Swift, sono già stati versati fiumi di inchiostro, e se ne verseranno ancora. Ma il dato di fatto, inequivocabile, è che Taylor Swift, oltre a cantare divinamente, fare molta beneficenza, vendere tonnellate di dischi (non solo musica digitale, anche i cari vecchi cd), realizzare video multimilionari (come l’ultimo, “Bad Blood”, anticipato da una campagna promozionale epica, remixato da Kendrick Lamar, con più cameo di attori e stelle dello spettacolo di un film di Hollywood), oggi rappresenta una voce decisamente influente nel settore del tech, dei media, di Internet. Forse la più influente. Colei che un tempo si faceva strappare il microfono da un irrequieto Kanye West, furibondo perché come miglior video ai VMAs del 2009 fu premiata la bionda pop star al posto di Beyoncé, oggi è una delle figure più importanti dell’industria dell’intrattenimento, impossibile da ignorare. E non è un caso se, a fine 2014, sia TIME che Bloomberg BusinessWeek le riservarono la prima pagina: “The Power of Taylor Swift”, la prima, “Taylor Swift Is The Music Industry”, la seconda. Analisi quanto mai azzeccate e lungimiranti.

C’è poco da stupirsi se, nelle ultime ore, sui social network è apparso l’hashtag #TaylorSwiftForPresident, mentre migliaia di utenti e commentatori, impressionati dal successo, dalla rapidità e dalla capacità mostrate dalla Swift nel risolvere le questioni, le hanno chiesto di affrontare altri problemi del pianeta, quali la crisi in Grecia, ISIS, il controllo delle armi negli Stati Uniti, i guai della FIFA, o il programma nucleare iraniano. Sono infinite le richieste diffuse sul web, tra il serio e il faceto. Un po’ come se, tutto a un tratto, Taylor Swift si fosse trasformata in una sorta di Santa Claus per tutte le stagioni o, come ha notato qualcuno, “un alieno inviato sulla Terra”. C’è ovviamente una buona dose di sana ironia nelle reazioni che i social network hanno riservato alla vicenda, ma il comune denominatore delle opinioni al riguardo è che, alla luce della storica e senza precedenti impresa della cantante-che-fece-cambiare-idea-alla-multinazionale, Taylor Swift, oggi, non sia più esclusivamente una delle tante personalità dello spettacolo, ma probabilmente la principale influencer del globo terracqueo, capace di trascinare le masse grazie a un uso sapiente del mezzo Internet e dei social media. “La persona più potente del tech”, l’ha definita l’autorevole Entrepreneur. La “Regina di Internet” secondo Wired: la quale, ha notato la BBC, “sta cambiando il mondo”. “C’è qualcosa che Taylor Swift non possa fare?”, si è chiesto The Guardian. Probabilmente, sì. In realtà, in questo momento, l’impressione è che Taylor Swift stia attraversando una fase di assoluta invincibilità, e che nulla e nessuno sarebbero in grado di fermarla dal raggiungere i suoi obiettivi. Nemmeno eventuali avversari politici. Lo ha detto anche Elvis Costello: Taylor Swift sarà in futuro la Presidente degli Stati Uniti. Una battuta? Forse no.

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