Non aprite quelle porteLe 20 personalità da ufficio: il lercio (bonus track)

Gli uffici sono dei piccoli microcosmi all’apparenza familiari. Ma sappiamo davvero riconoscere chi ci lavora accanto, magari sotto mentite spoglie? Dario Solera ha preparato un pratico prontuario ...

Gli uffici sono dei piccoli microcosmi all’apparenza familiari. Ma sappiamo davvero riconoscere chi ci lavora accanto, magari sotto mentite spoglie? Dario Solera ha preparato un pratico prontuario per stanare ogni lavoratore-tipo, ma io mi sento in dovere di aggiungere anche qualcosa di mio pugno. Dopo l’insabbiatore e il delegatore di Dario, ecco quindi il lercio, ovvero la piaga che mi affligge non dico ogni giorno ma quasi. Nella prossima puntata, promesso, il paraculo.

Il lercio

Una delle personalità da ufficio più odiate è senza dubbio il lercio, cioè colui che esce di casa la mattina presto con lo zainetto per la merenda o con la fiammante borsa porta pc, chiuso nella sua giacca in fresco lana e nella sua camicia col monogramma, e già puzza. Di chiuso, di muffa, di sudore, di stalla, lui puzza; senza ritegno, lui puzza.

Non parlo, ovviamente, di quei lavoratori che hanno tutto il diritto di non essere freschissimi dopo una dura giornata, ci mancherebbe; parlo di quel signore (ma esiste anche la versione femminile, sia chiaro) che puzza solo perché non si lava e che ricorda una stalla alle sei di sera come alle sei di mattina, nonostante il suo massimo sforzo fisico sia quello di alzare la tastiera del pc perché ha rovesciato la bibita mentre leggeva un quotidiano online e l’occhio gli è caduto sul balcone fiorito di Belen.

«Eh, ma è un problema di ormoni» ti dice il collega buono. Sì, è un problema di ormoni, certo. Ma dei miei, che stanno valutando il suicidio di massa.

Perché il lercio tu lo incontri e subisci; non puoi arginarlo, puoi solo cercare di non svenire. E mentre ti sforzi di sopprimere l’irrefrenabile voglia di cospargerlo di deodorante o di farlo cadere inavvertitamente in una vasca piena di acqua – che in ogni caso da sola non basterebbe –, ti tornano in mente puntuali le dichiarazioni di Sting, l’uomo che sogni da almeno vent’anni, sulla sua avversione per profumi e balocchi e muori un po’. A quel punto cominci a cercare giustificazioni al fatto di voler andare a letto con Sting nonostante la puzza e pensi che forse sei troppo intransigente e che in fondo Sting è Sting, mica è il lercio che ti sta vicino. Ma proprio in quel momento lui si muove, ti arriva una zaffata più forte delle altre e svieni.

Le tue ultime parole sono comunque per lui, il lercio, perché l’educazione è pur sempre l’educazione e a te non va di prendere commiato senza salutare: «A presto, caro collega. E complimenti per la svolta bio. Cospargersi di letame per far crescere più rigoglioso il pelo è una mossa davvero green».

Questo è un racconto di fantasia. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Il deodorante non compromette la virilità e il sapone non corrode le ascelle. Abusiamone.

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