10% Di matrimonio gay e altre amenitàItañoles gente in gamba#4: Laura, Content Marketing & Social Media @eDreams

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta di expat italiani per lavori in terre iberiche. Dopo creativi e musicisti, eccoci a fare quattro chiacchiere con Laura Tufari, head of content marketing and...

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta di expat italiani per lavori in terre iberiche. Dopo creativi e musicisti, eccoci a fare quattro chiacchiere con Laura Tufari, head of content marketing and social media specialist presso eDreams, il portale di riferimento per viaggiatori di tutto il mondo. Da Madrid passiamo quindi la linea a Barcellona, dove il portale ha sede.

1. Come sei finita a eDreams?

Le cose sono andate così: ero a Brescia, la mia città d’origine, e stavo cercando lavoro da un mesetto dopo essere uscita da un’esperienza piuttosto negativa in un’agenzia di comunicazione. Ero aperta ad ogni possibilità e avevo voglia di un cambio, perciò quando una delle mie migliori amiche – che viveva a Barcellona- mi ha contattato per dirmi che in eDreams avevano aperto una posizione perfetta per me, mi sono lanciata. La selezione è andata bene e nel giro di un mese mi sono trasferita qui. E’ stata una decisione impulsiva, fatta senza ponderare troppo le conseguenze, ma non mi pento di nulla, anzi credo sia stata una delle scelte più azzeccate della mia vita.

2. In generale qual è la tua esperienza di italiana all’estero?

La mia esperienza è positiva; vivo in una città cosmopolita e con una qualità della vita alta, dove gli italiani sono la prima nazionalità europea di stranieri residenti. Per questo forse l’Italia non mi manca così tanto, qui ci si sente un po’ a casa. Naturalmente ci sono lati negativi – a volte ci scherzo sul mio blog– ma in generale non mi posso lamentare. La cosa forse che mi pesa un po’ di più, a parte l’assenza della famiglia e degli amici di tutta la vita, è doversi rassegnare a vedere spesso partire per altre mete persone a cui ti sei affezionato. Solo quest’anno, sono già 3 i cari amici che hanno deciso di lasciare Barcellona per vivere altrove o fare altre esperienze, e ogni volta è come perdere un pezzettino di sé.

3. Hai in programma un rientro in patria?

Ad essere sincera, no. Quando si è fatto il passo di uscire, difficilmente poi si torna indietro, anche se non lo escludo completamente, magari in una città più grande come Roma o Milano. E’ più probabile che, se deciderò di trasferirmi, sarà per andare in qualche altro paese europeo (o di un altro Continente, forse…).

4. Che cosa ti dà la Spagna in più ed in meno rispetto all’Italia?

Difficile parlare di Spagna perchè il caso della Catalogna è particolare, è una regione culturalmente ed economicamente molto ricca e con sue forti specificità che la distinguono dal resto del Paese. Posso parlare di quello che mi da Barcellona: un buon equilibrio tra lavoro e tempo libero, servizi efficienti, un clima ottimo e un costo della vita accettabile. Quello che mi da in meno: condizioni di lavoro meno tutelate, cibo peggiore (mi dispiace, in questo sono proprio un’italiana doc!), mancanza di una certa attenzione “personalizzata” verso il cliente, una burocrazia a volte più snervante.

5. Cosa consiglieresti a un italiano che desidera aprire un’ attività in Spagna?

Consiglierei di informarsi per prima cosa sui settori in cui c’è più domanda; è vero che gli italiani sono fortissimi nella ristorazione, ma qui a Barcellona ci sono un’infinità di attività gestite da nostri connazionali, perciò attenzione alla saturazione! Ci sono poi molte organizzazioni a cui ci si può appoggiare per chiedere consiglio sul processo da seguire, come la Camera di commercio italiana e altre associazioni di italiani in Spagna (ce ne sono varie!).

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