L'onda perfettaQuello che ho imparato sul surf

Alcuni mesi fa un collega raggiunse la mia scrivania con un quotidiano aperto su un titolo che riassumeva la bellezza del fiore erica nel suo bisogno di libertà, e mi disse “sei tu”. Non si riferiv...

Alcuni mesi fa un collega raggiunse la mia scrivania con un quotidiano aperto su un titolo che riassumeva la bellezza del fiore erica nel suo bisogno di libertà, e mi disse “sei tu”. Non si riferiva alla coincidenza del nome, ovviamente, ma alla necessità di libertà che condivido con quel fiore. Quando penso a questo concetto astratto, che a scuola ci chiedevano di racchiudere in confini ben delineati e concreti, nella mia mente si susseguono fotogrammi di determinati momenti in cui mi sento, e mi sono sentita, libera. Fra questi fotogrammi quello più recente mi vede cavalcare le onde su una tavola da surf.

Ho imparato molte cose avvicinandomi al mondo del surf, ho capito che è una metafora di vita e che chi lo pratica, solitamente, ha saputo cogliere quanto speciali e preziosi siano i momenti che precedono la conquista di un qualcosa che si è fatto attendere. Stare in acqua in attesa dell’onda impone determinate condizioni: devi essere una persona paziente, capace di intuire i giusti tempi per iniziare a remare e poi per posizionarti in piedi sulla tavola. Il surf ti insegna che esiste un tempo per ogni movimento, che i dettagli sono importanti perché sono quelli che ti permettono di non perdere di vista la direzione che vuoi seguire, che prima di tutto devi essere un buon nuotatore di acque agitate, che sa quando entrare ed uscire senza farsi travolgere dalle onde.

Ho imparato che il surf è sì uno sport pericoloso, come lo sono tanti altri, ma che se ti affidi all’esperienza di insegnanti qualificati e preparati, se segui le indicazioni che ti vengono date, se conosci il mare, i venti e le correnti, l’unico pericolo in cui potrai incorrere è che ti divertirai tantissimo e che nella vita non vorrai fare altro che surfare.

Ho imparato che il surf sa essere condivisione, rispetto, altruismo e che essere parte dell’equilibrio di un gruppo, mentre si è in mare, ti ricorda che insieme si può ampliare lo spazio che ognuno di noi occupa, per creare qualcosa di più grande.

Come in un mare agitato a volte galleggiamo affannosamente smarriti; se impari a cavalcare le onde su una tavola da surf, ti sarà più facile raggiungere la riva.

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