Non aprite quelle porteLe 20 personalità da ufficio: lo strizzacervelli

Gli uffici sono dei piccoli microcosmi all’apparenza familiari. Ma sappiamo davvero riconoscere chi ci lavora accanto, magari sotto mentite spoglie? Dario Solera ha preparato un pratico prontuario ...

Gli uffici sono dei piccoli microcosmi all’apparenza familiari. Ma sappiamo davvero riconoscere chi ci lavora accanto, magari sotto mentite spoglie? Dario Solera ha preparato un pratico prontuario per stanare ogni lavoratore-tipo. Dopo l’insabbiatore, il delegatore, il lercio (che però, in quanto trash, è opera mia), il paraculo, il bestemmiatore, il cialtrone, il giullare, il catastrofista, il masochista, il veneziano, il masticatore seriale, il rompiballe e l’inserviente psicopatico, ecco lo strizzacervelli; nella prossima puntata, il sovversivo.

Lo strizzacervelli di Dario Solera(*)

All’interno di un sano gruppo di lavoro si creano nel tempo degli equilibri e delle intese dal sapore cameratesco che, in poche parole, fanno lavorare meglio. Il rovescio della medaglia è una forte rivalità con altri gruppi. Il fenomeno più comune è un attrito tra due membri di due team distinti, che fanno di tutto per litigare. Ci provano proprio gusto e sanno già in partenza come e dove colpire l’altro. Come marito e moglie.

E qui entra in gioco lo strizzacervelli aziendale. A metà strada tra uno psicanalista e un consulente matrimoniale, è super partes e si è trovato in quella posizione per caso, senza potersene tirare fuori. Un “Parlaci tu, per cortesia” buttato lì da un collega con tono frustrato e il ruolo è assegnato a vita. Fa da tramite, cerca di tradurre le esigenze e i punti di vista, smussa gli spigoli e fornisce cerotti.

Gli attriti si manifestano spesso via email (una bella scazzottata sarebbe troppo semplice), in quello che gli anglofoni chiamano blame game – gioco delle colpe. Uno dei due belligeranti, ferito per qualche motivo che non vale mai la pena approfondire, manda un’email al suo responsabile, dando la colpa di qualcosa all’avversario. L’altro risponde a tono, aggiungendo in copia il proprio responsabile, e in una reazione a catena la situazione sfugge presto di mano, poiché i due si trovano ad accusarsi a vicenda di cose successe dodici anni prima – o persino in altre aziende.

Siccome tutte le email portano allo strizzacervelli, è suo compito dipanare la matassa prendendo i due per mano, facendoli sedere a un tavolo e ripercorrendo i fatti da capo a coda, il tutto con un tono di voce pacato e rassicurante. L’obiettivo finale del nostro prode eroe non è tanto assegnare una colpa, ma piuttosto risolvere il problema in modo razionale per far sì che si arrivi in fondo allo stramaledetto progetto senza scatenare una faida inter-gruppo che potrebbe causare dimissioni di massa, qualche contuso e, nei conflitti più accesi, un morto.

Quando lo vedi uscire dalla sala riunioni in cui è rimasto chiuso per ore con la coppia scoppiata, sfinito, triste e con lo sguardo basso, l’unica cosa che riesce a dirti scuotendo la testa è “Ho già due figli piccoli a casa.” Come dargli torto?

(*)Dario Solera è un milanese che “lavora coi computer”, anche se in realtà lavora con gli umani. Le macchine sono la parte facile. Gli umani invece… Fugge dalla città appena possibile e ama riferire che legge e scrive fantascienza.

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